Coldiretti, sua maestà il Panettone troneggia sulle tavole di tutto il mondo

Secondo la Coldiretti supera i 2,7 miliardi di valore il cibo Made in Italy sulle tavole delle feste straniere. In modo particolare il panettone ha avuto una crescita nelle esportazioni rispetto allo scorso anno del ben 14%

Non può essere Natale senza il suo dolce più caratteristico, il panettone. Anche quest’anno il  dolce artigianale tipico della tradizione milanese ha troneggiato sulle tavole imbandite degli italiani, e non solo. Il panettone è infatti uno dei dolci tipici della nostra cultura enogastronomica più apprezzati al mondo. Secondo gli ultimi dati di Coldiretti durante queste feste è stato boom di esportazioni in tutto il mondo di prodotti made in Italy: vini, spumanti, grappa e liquori, formaggi, salumi, pasta e soprattutto panettoni. Export che, durante queste festività natalizie ha superato i 2,7 miliardi di euro, sulla base delle proiezioni relative al mese di dicembre 2013.

In modo particolare il panettone ha avuto una crescita nelle esportazioni rispetto allo scorso anno del ben 14%. Ma ad aumentare - sottolinea la Coldiretti - è il valore delle esportazioni di tutti i prodotti più tipici del Natale, dallo spumante (+16 per cento) ai vini (+8 per cento), ai salumi (+5 per cento),alla pasta (+4 per cento) e ai formaggi (+3 per cento).

L'andamento sui mercati internazionali, sottolinea però Coldiretti, sarebbe potuto ulteriormente migliorare se accompagnato da una più efficace tutela nei confronti della “agropirateria” internazionale che utilizza impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che si richiamano all'Italia per prodotti taroccati che non hanno nulla a che fare con la realtà nazionale: All'estero - stima la Coldiretti - il falso Made il Italy a tavola fattura 60 miliardi di euro e sono falsi tre prodotti alimentari di tipo italiano su quattro.

Un fenomeno che frena la diffusione del Made in Italy e che - conclude la Coldiretti – è causa di danni economici, ma anche di immagine. Il rischio reale è che si radichi nelle tavole internazionali un falso Made in Italy che toglie spazio di mercato a quello autentico e banalizza le specialità nostrane frutto di tecniche, tradizioni e territori unici e inimitabili.

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