In Lombardia si respira meglio

Ad affermarlo Bruno Simini, presidente Arpa Lombardia, che ha analizzato l'andamento del primo semestre dell'anno

«A Milano e in Lombardia si respira meglio: la qualità dell’aria è in miglioramento. Il primo semestre del 2014 chiude positivamente rispetto agli anni precedenti”. Ad affermarlo un molto soddisfatto Bruno Simini, presidente Arpa Lombardia stilando un primo bilancio sull’andamento dei parametri al Tavolo Aria svoltosi stamane in Regione Lombardia. Questo però non significa che il problema inquinamento è risolto, tutt’altro, ha però sottolineato Simini.
 

Andando ad esaminare meglio i vari elementi, “il primo dato che balza subito all’occhio dall’analisi delle rilevazioni effettuate, spiega Simini, è quello del PM10 che è ancora in forte diminuzione anche rispetto ai valori rilevati nel primo semestre del 2013, peraltro già significativamente inferiori a quelli degli anni precedenti”. Nelle stazione di Milano città, infatti, non è stata superata la soglia di 35 giorni sopra il valore giornaliero di 50 ug/m3 prima della fine dell’inverno. Ed è la prima volta, afferma il presidente dell’Arpa Lombardia. Questo è un dato molto positivo: solo qualche anno fa il limite veniva superato già nella prima decade di febbraio. L’anno scorso tale limite fu superato nella città di Milano il 2 marzo ed al 30 giugno i giorni di superamento erano ormai 44. Quest’anno nelle stazioni dei capoluoghi lombardi - ancora dopo il primo semestre -non sono stati superati i 35 giorni.
 

Questi risultati molto positivi sono sicuramente legati a due fattori fra loro correlati: la riduzione delle emissioni e la variabilità meteorologica. “La riduzione delle emissioni, spiega Simini, è infatti correlabile da una parte agli effetti dei provvedimenti in via di attuazione a tutti i livelli amministrativi (da quelli più locali a quelli regionali, nazionali ed europei, che favoriscono tra l’altro una riduzione delle emissioni da traffico, ma anche, purtroppo, alla crisi economica in corso che ha portato ad una riduzione significativa dei consumi”.
 

A questo va aggiunto il fatto che questo inverno è stato molto piovoso, il che ha permesso la dispersione degli inquinanti.
 

La situazione è diversa, invece, per quanto riguarda un altro inquinante: l’ozono. “Il periodo di alta pressione collegata a temperature elevate della seconda settimana di giugno, spiega sempre il presidente, ha determinato un importante episodio acuto di inquinamento da ozono, con estesi superamenti non solo della soglia di informazione, ma anche delle soglie di allarme, superata in 8 delle 12 province lombarde (record negativo degli ultimi anni) anche per più di 3 ore consecutive e con picchi medi orari anche superiori ai 280 ug/m3”.

Insomma, risultati soddisfacenti e che fanno ben sperare. Ma non bisogna abbassare la guardia, come afferma Simini, perché la strada per la soluzione del problema inquinamento in una zona critica come quella lombarda è ancora lunga.

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