L'Olimpia batte Avellino e conquista la Supercoppa: completata la bacheca dei trofei

Una gran bella Olimpia conquista il primo trofeo stagionale. È il quarto trofeo dell'era Armani, il terzo consecutivo nella settima finale giocata nelle ultime otto competizioni

Simon Krunoslav a canestro

Una delle più grandi anomalie del basket italiano viene sanata al Mediolanum Forum: l’Olimpia riempie l’ultimo buco della sua leggendaria bacheca vincendo per la prima volta la Supercoppa. Si tratta del quarto trofeo dell’era Armani, il terzo consecutivo nella settima finale giocata nelle ultime otto competizioni. Gioca contro Avellino (90-72) una partita strepitosa, per approccio, continuità, equilibrio. L’assenza di Miro Raduljica e il ritorno di Kyrylo Fesenko potevano significare un handicap di tonnellaggio invece la concomitanza ha generato un vantaggio di velocità. Poi tutti hanno dato molto, incluso Alessandro Gentile: bloccato dal mal di schiena avrebbe dovuto dare forfeit invece è andato in campo di pura volontà. Una gran bella Olimpia conquista il primo trofeo stagionale. MVP ovvio Kruno Simon, devastante fin dall’inizio.

IL PRIMO TEMPO - L’Olimpia attacca la partita schizzando avanti 7-0 con esecuzioni offensive e contropiede. Poi si mette al lavoro Joe Ragland con cinque punti di fila. Con due triple consecutive, di Leunen e Obasohan (12 nel primo tempo), Avellino riesce ad impattare a quota 13. La risposta è un 7-0 ispirato da Kruno Simon. L’Olimpia prova a correre perché senza Raduljica non ha la taglia contro l’addizione di Fesenko o lo stesso Cusin. Sul 20-13, Avellino replica cercando i lunghi dentro l’area. Ci sono un paio di palle perse (cinque nel quarto iniziale) ma alla fine del primo periodo, l’Olimpia conserva quattro punti di margine sul 23-19. Nel secondo tenta di allungare quando Simon continua a segnare, Sanders si procura due liberi (ne mette uno) e un canestro in avvicinamento, poi Gentile colpisce dalla media e la difesa sostiene lo sforzo. Qui l’EA7 va a più 10 sul 33-23 e Coach Sacripanti ferma la partita. Avellino risponde con un 6-0 e torna a farsi minacciosa, ma Hickman segna a raffica usando la sua forza fisica per prendere fallo e andare in lunetta (4/4). La sua tripla scava 13 punti di vantaggio, ma Ragland dall’angolo usa la stessa arma e alla fine del primo tempo il margine a favore di Milano è di 10 punti, 44-34.

IL SECONDO TEMPO - L’Olimpia aggredisce la ripresa non solo con la tripla di Simon ma anche con quella di Dragic, la difesa e la voglia di correre con Macvan da centro controi parituolo pesanti di Avellino (Sacripanti schiera Cusin nel quintetto d’avvio del terzo periodo). Dopo un antisportivo di Leunen su Cinciarini, il vantaggio lievita a 15 punti, 54-39, poi a 18 dopo un’altra tripla dall’angolo di Simon. Un lungolinea di Dragic permette di scollinare oltre i venti di vantaggio. Avellino si mette a zona, e qui Dada Pascolo va al lavoro con due fade-away consecutivi. L’Olimpia prende 21 punti di vantaggio, Avellino prova a reagire, firma un 7-0 e torna a meno 14 dopo un time-out voluto da Repesa. Sanders dalla lunga chiude il break. Alla fine del terzo quarto è 67-51 Olimpia. Avellino produce il massimo sforzo, torna a meno 13 con un gioco da tre di Adonis Thomas. Sanders con un jump lungo e Kalnietis con due canestri in avvicinamento scava di nuovo 19 punti di vantaggio. Poi il finale diventa uno show. La Supercoppa piomba a Milano (fonte: OlimpiaMilano.com).

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