Atalanta, Champions a San Siro. Ma le curve resteranno chiuse

Gli utras di Milan e Inter avevano protestato vigorosamente. La storica rivalità tra Bergamo e Milano

La curva dell'Atalanta

L'Atalanta giocherà le partite della sua prima Champions League allo stadio di San Siro, ma le curve degli ultras di Milan e Inter non verranno occupate. Se per la prima notizia la decisione è ufficializzata da metà luglio, manca ancora la conferma definitiva sul "lato curva", ma pare che si vada in quella direzione. Da una parte, non servirebbe la capienza completa del Meazza e, dall'altra, si cerca di non indispettire la Nord e la Sud, che già si erano scagliate contro la possibilità che i bergamaschi giocassero nella Scala del calcio.

In particolare, dovrebbe essere totalmente aperto il primo anello (28 mila posti) mentre solo i settori rosso e arancio del secondo anello. E il terzo dovrebbe rimanere chiuso. In questo modo la capienza dello stadio sarà di circa 45-50 mila posti, "salvaguardando" i "territori" degli ultras di Milan e Inter.

Il patron della "Dea", Antonio Percassi, alla notizia della concessione dello stadio ha voluto ringraziare sia il sindaco di Milano Beppe Sala sia i due club, che avevano dato l'assenso: «Ci riempie di gioia ed è motivo di grandissimo orgoglio». Percassi ha anche espresso «enorme e sincero rispetto per le due società e per le rispettive tifoserie che in questo stadio hanno saputo scrivere la storia del calcio italiano e mondiale» e ha ringraziato «il Comune di Milano e il suo sindaco Giuseppe Sala che con grande sportività hanno sposato immediatamente la nostra richiesta».

La "Dea" a San Siro: protesta degli ultras milanesi

Gli ultras interisti non avevano per nulla gradito la possibilità che l'Atalanta giocasse le partite casalinghe di Champions a San Siro. In un duro comunicato avevano manifestato il loro disappunto "promettendo" che si sarebbero radunati al Baretto in prossimità della Curva Nord, il loro storico punto di ritrovo, «in tutte le occasioni in cui veramente l’Atalanta dovesse infestare il nostro stadio con la propria presenza per le partite di Champions». 

Non da meno erano stati gli ultras rossoneri, che avevano attaccato direttamente Percassi: «Lo sa cosa ha chiesto? Lo sa cos'è San Siro? Non lo sa, altrimenti non si sarebbe permesso di mettere in imbarazzo il Milan con questa richiesta che offende noi sostenitori rossoneri costretti a sopportare l'affronto di vedere giocare nel nostro stadio la squadra che è in Champions a spese nostre», riferendosi al fatto che l'Atalanta si è qualificata al posto del Milan nell'ultima giornata di campionato, anche se va aggiunto che poi il Milan si è accordato con l'Uefa per non partecipare nemmeno all'Europa League per la vicenda del fair play finanziario.

«Cosa direbbe il presidente Percassi se un domani il Brescia chiedesse lo stadio all'Atalanta per giocare in coppa? Perché non si immedesima nei suoi tifosi? Quello che potremmo subire noi e gli interisti, un giorno potrebbe capitare agli atalantini, ai napoletani, ai romanisti, a qualunque tifoso che venga portato via dal suo stadio come se non fosse a casa sua».

Tanto per fare capire il clima da derby tra interisti e milanisti da un lato e atalantini dall'altro, basti ricordare che lo scooter esibito come trofeo in Curva Nord il 6 maggio 2001 dagli ultras dell'Inter, e poi gettato sugli spalti del primo anello, apparteneva a un tifoso dell'Atalanta. E quel giorno al Meazza si disputava proprio Inter-Atalanta.

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