"Negro di m...": calciatore 17enne picchiato da genitore della squadra avversaria

E' successo al termine di una partita juniores a Milano

Repertorio

Venerdì sera, partita di calcio tra juniores al campo del Cea Milano di viale Ungheria. Gli ospiti vengono da Melzo. Un po' di tensione in campo, come spesso succede; dagli spalti, il papà di un ragazzo che gioca nella squadra di casa inizia a gridare insulti all'indirizzo di un 17enne avversario, originario del Senegal: «Negro di merda», sembra abbia in particolare urlato. Il 17enne riceve insulti anche dagli avversari in campo. E, finita la partita, il ragazzo viene placcato da una donna e riceve un pugno dal papà di un calciatore del Cea. 

A distanza di un paio di giorni, tutto è nelle mani dei carabinieri di Gorgonzola, in seguito alla denuncia presentata dai genitori del 17enne. L'indagine non si limiterà a chiarire la posizione dell'uomo che ha picchiato un ragazzo di 17 anni davanti a un sacco di gente, ma cercherà anche di fare luce su altre responsabilità. In particolare quelle dell'arbitro della gara, che qualche autorità ce l'ha, e della società ospitante, visto che nel suo campo è stato possibile che un genitore scendesse nel terreno di gioco, seppure a partita terminata, e aggredisse un ragazzo avversario del figlio.

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Matrice razzista

E' assai probabile che gli investigatori confermeranno la matrice razzista dell'episodio. Purtroppo non è la prima (e non sarà l'ultima) volta che il calcio giovanile "fa notizia" per episodi vergognosi. L'intolleranza e le aggressioni fisiche si ripetono troppo spesso. Valori decisamente antisportivi prendono corpo sugli spalti dei mille campi da calcio dei nostri quartieri e paesi. La solidarietà successiva non è ovviamente sufficiente ad arginare un fenomeno che, come si sa, si spinge fino ai palcoscenici della Serie A, come dimostra il recente caso di Mario Balotelli a Verona. E il Melzo, dal suo canto, promette una iniziativa antirazzista fin dalla prossima partita di calcio.

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