Candreva "pagherà la retta della mensa" della bambina del Veronese

La notizia è stata riportata da diverse fonti

Candreva

La notizia di qualche giorno fa della bambina di Minerbe costretta a mangiare tonno e crackers a scuola per il mancato pagamento della retta della mensa da parte dei suoi genitori ha fatto il giro del web. Come ogni notizia che colpisce soprattutto il cuore della gente, è diventata un vero e proprio caso.

Secondo un quotidiano locale e un'agenzia, il centrocampista dell'Inter Antonio Candreva non sarebbe rimasto indifferente. Il calciatore, infatti, come riportato da diverse fonti, avrebbe parlato con il sindaco del paese in provincia di Verona per conoscere i dettagli della vicenda e annunciare la volontà di pagare la retta della mensa per la bimba che frequenta la scuola elementare.

Ovviamente, sia da parte sua che da parte della società nerazzurra c'è il massimo riserbo sulla questione. 

Mentre i compagni mangiano il menu completo previsto dalla scuola, per la bimba restano un pacchetto di crackers e una scatoletta di tonno al giorno. Ora l’intervento di Antonio Candreva.

Il Pd veronese: "Lega forte coi deboli e debole coi forti"

"Tutelare l’infanzia è uno dei principali doveri delle pubbliche amministrazioni ed un Comune che si sottrae a questo dovere non svolge il proprio ruolo. Se ci sono famiglie che hanno difficoltà economiche le amministrazioni hanno non solo la possibilità, ma anche il dovere di andare loro incontro con esenzioni o riduzioni delle rette se indigenti ed in ogni caso non possono rivalersi sul minore, ossia sull’anello debole di tutta questa catena. Si nascondono dietro una regola e umiliano una bambina con la motivazione, indecente, di “essere corretti anche nei confronti di tutte le famiglie che pagano correttamente la mensa”. Come se non esistessero le possibilità da parte delle amministrazioni di intervenire nei casi di povertà economica - sottolineano i democratici in una nota -. Dove sta la giustizia nel rivalersi contro una bambina e in una regola che avalla una simile discriminazione? Il Comune provveda al più presto, sin dalla prossima seduta consigliare, a gestire tali situazioni e contemporaneamente preveda nuove misure di welfare per agevolare le famiglie in difficoltà e promuova accordi con la ditta che fornisce i pasti ad esempio incentivando la lotta agli sprechi alimentari così da creare risparmi che permettano di garantire il pasto a tutti i bambini che usufruiscono del servizio mensa. La giustificazione di aver proposto non meglio precisati percorsi di integrazione ai genitori che non li hanno accettati non motiva la decisione di prendersela con una bambina. Non si possono mescolare le due situazioni; se il Comune vuole far pagare il rifiuto dei genitori non può certo farlo mortificando una bambina di scuola elementare. Se il Comune di Minerbe intende colpire eventuali furbetti che non pagano il servizio, metta in atto le procedure di controllo che gli competono rivalendosi eventualmente sui genitori che cercano scorciatoie e non su bambini che non devono essere vittime della cecità amministrativa della Giunta. Umiliare una bambina o un bambino per far prevalere i propri principi di discriminazione allontana quel senso di umanità già così precario in una certa politica di oggi. Il modus operandi della Lega rimane identico: forti con i deboli, deboli con i forti".

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