Riecco Ruud Gullit a Milano. Senza treccine e in compagnia di Louis Figo, in piazza del Duomo, per il tour dell'Uefa Champions League. Strizza l'occhiolino alla sua vecchia squadra ("Se mi chiamassero, come fai a dire di no?") e poi mette le mani avanti ("Oggi comunque è guidata al meglio"). E parla a ruota libera, da gran conoscitore delle questioni calcistiche europee.
Parla di stadi, soprattutto: "In Italia sono troppo vecchi e questo è un problema", afferma. "Quasi tutti risalgono ai mondiali del 1990. Altre società dovrebbero seguire l'esempio della Juve (che l'ha ricostruito da zero, n.d.r.), anche se con la crisi non è facile". Parole di miele per i tifosi nerazzurri, visto che la società di corso Vittorio Emanuele è ormai decisa sulla strada del nuovo stadio, che quasi certamente sorgerà a San Donato Milanese.
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E sul Milan, la sua vecchia squadra? "Ha dovuto cedere giocatori importanti perché vuole il bilancio a posto", è il commento dell'ex campione rossonero. "Ma la società farà di tutto per tornare a vincere".





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