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Cori contro Boateng, assolto ex assessore leghista: «Non fu razzismo»

Secondo i giudici d'appello il fatto non sussiste. La sentenza è diventata definitiva. Ma i "buu" nella registrazione si sentono e non sono comunque uno spettacolo edificante

Kevin Prince Boateng

L'ex assessore allo sport al comune di Corbetta Riccardo Grittini, della Lega Nord, non compì un gesto razzista all'indirizzo del campione del Milan Kevin "Prince" Boateng, il 3 gennaio 2013, allo stadio di Busto Arsizio nel corso di un'amichevole tra il Milan e la Pro Patria. Grittini, finito a processo dopo il "daspo", è stato condannato in primo grado ma assolto in appello. La procura non ha fatto ricorso in cassazione e quindi l'assoluzione (perché «il fatto non sussiste») è diventata definitiva.

Grittini ora ha 24 anni. Ha intenzione di completare gli studi universitari in scienze motorie e - all'epoca dimessosi dalla giunta - pensa alle elezioni comunali di Corbetta del 2016. Nel 2013 giocava a calcio proprio nel Corbetta ma, a causa del "daspo", ha dovuto smettere. Comprensibilmente vorrebbe che tutti ora gli chiedessero scusa.

Fin dall'indomani dell'episodio, Grittini aveva negato di avere rivolto cori razzisti verso il campione di colore del Milan, asserendo invece che si trattava di semplici «cori di disturbo rivolti indistintamente» a tutti i calciatori rossoneri.

Ma che cosa era accaduto quel giorno? Grazie alle immagini di Milan Channel, è possibile osservare che, al 25' del primo tempo, appena Boateng riceve palla da un compagno proprio nei pressi dei tifosi più "rumorosi", partono (e si sentono abbastanza bene) i "buu". Al di là di quella che viene definita "verità giudiziaria", è difficile ammettere che fossero insulti verso tutti i rossoneri, perché il rumore aumenta con la palla tra i piedi di Boateng. Che si ferma, prende il pallone in mano e lo scaglia fuori dal terreno di gioco.

La sua squadra lo sostiene: risultato, la partita finisce così. Con tutti gli altri tifosi presenti allo stadio Speroni che indirizzano insulti nei confronti dei tifosi che avevano provocato il rossonero. Il "day after" è a sostegno della scelta di Boateng e del Milan. I commentatori più autorevoli stanno con il Principe. I rossoneri dichiarano di essere disposti, da quel momento in poi, ad interrompere qualunque altra partita, fosse anche la finale di Champions, nel caso di insulti e/o cori di quel genere.

IL SINDACO: "COME FAI A DIRE CHE 'BUU' A UN NEGHER E' REATO?"

I giudici dell'appello avranno avuto elementi certi per assolvere Grittini e ritenere che il fatto non sussistesse. Di sicuro "sussiste" in mille occasioni simili, in tutti gli stadi italiani. Questo è un dato di fatto. La vicenda di Busto Arsizio - ormai sono passati tre anni - dovrebbe essere comunque ricordata, per rammentare a tutti che lo sport è passione, sacrificio e valori.

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