Ululati e cori razzisti contro Bakayoko e Kessie, la denuncia del Milan contro la Lazio

Il Milan denuncia razzismo verso Kessie e Bakayoko senza che i rappresentanti della federazione ordinassero la sospensione della gara

Kessie

"AC Milan sente il dovere di denunciare ai massimi organi sportivi i gravi episodi di ieri avvenuti sia all'esterno che all'interno dell'impianto sportivo, per i quali la Procura Federale non ha ritenuto opportuno avviare le procedure per porvi fine, con l'auspicio che, con l'impegno di tutti, vengano presi dei provvedimenti affinché il razzismo possa essere debellato da tutti gli stadi italiani".

Così in una nota il club rossonero dopo gli ululati che prima e durante la semifinale di Coppa Italia Milan-Lazio sono stati indirizzati a Kessie e Bakayoko della squadra di Gattuso senza che i rappresentanti della federazione ordinassero la sospensione della gara. I due calciatori si erano resi protagonisti, nei giorni scorsi, di un diverbio con il difensore biancoceleste Acerbi

Sul tema è intervenuto anche il presidente rossonero Paolo Scaroni con una nota: "È stato avvilente - sottolinea Scaroni - seguire un così importante evento sportivo nel nostro stadio mentre da un settore erano percepibili ululati e insulti razzisti. È doveroso non abbassare la guardia: il calcio è rispetto. Il calcio deve unire e non dividere".

Salvini: "Non fermare match per qualche imbecille"

"Ho letto l'intervista a Leonardo che chiedeva la sospensione della partita dell'altra sera per qualche coro di qualche imbecille. I cori di qualche imbecille non vengono sospesi alla sospensione delle partite, ma dal 99% dei tifosi che sono educati e rispettosi". Lo dice il ministri Matteo Salvini, milanista, intervenendo sul tema. "Che un dirigente di una squadra prestigiosa come il Milan - aggiunge - si attacchi alla sospensione delle partite e faccia polemiche con gli arbitri, da tifoso, da italiano e ministro mi sembra bizzarro".

Tifosi Lazio: prima "l'omaggio a Mussolini", poi l'escalation con i cori razzisti

La giornata era partita in negativo con gli ultrà della Lazio che, alcune ore prima del match, in corso Buenos Aires, a pochi metri da piazzale Loreto, luogo dove venne giustiziato il Duce, avevano srotolato uno striscione inneggiante a Benito Mussolini accompagnando la provocazione - alla vigilia del 25 Aprile - con saluti romani al grido di "presente".

Diciannove tifosi laziali e un interista sono stati denunciati per quell'episodio con l'accusa di "manifestazione fascista". In serata è tornata a farsi sentire la Lazio, attraverso il suo portavoce Arturo Diaconale. "Siamo la parte lesa, il danno fatto da questa minoranza ricade sul club e sui suoi tifosi", ha detto. "La stragrande maggioranza dei sostenitori della Lazio non accetta questi episodi", ha aggiunto il dirigente biancoceleste. Sul fatto che non sia stata sospesa la partita, Diaconale ha assicurato che "se c'erano cori razzisti, erano coperti dal resto del pubblico e l'arbitro non ha sentito nulla".

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