È ufficiale, ora il Milan è cinese: Berlusconi vende il club dopo trenta anni di presidenza

Silvio Berlusconi ha approvato il contratto preliminare per la vendita ad un gruppo di investitori cinesi. L'operazione vale 740 milioni di euro, compresi gli oltre duecento di debiti

Berlusconi ha festeggiato quest'anno i 30 anni di presidenza

La parola fine dopo trenta anni di amore. Trenta anni di successi e sbornie. Tre decenni in cui il Diavolo, il suo Diavolo, è diventato il club - come ha sempre amato ricordare - “più titolato al Mondo”.

Non esiste più, da venerdì 5 agosto, il Milan di Silvio Berlusconi, che ha ufficialmente detto sì alla cordata di imprenditori cinesi interessata all’acquisto della società di via Aldo Rossi

La stretta di mano è arrivata, un po’ a sorpresa, con Han Li, rappresentante della management company “Sino-Europe Sport Investment Management Changxing Co.Ltd”. Non mister Bee, quindi, né tanto meno “mister Alibaba” Jack Ma, o Robin Li, fondatore di Baidu, o - ancora - Galatiolo, capo della cordata che pure era stata vicinissima all’acquisto. 

Il suo sì Berlusconi lo ha riservato alla compagine che comprende - come spiegato da Fininvest in un comunicato ufficiale - “Haixia Capital, fondo di Stato cinese per lo sviluppo e gli investimenti, e Yonghong Li, chairman della management company, che è stato fra i promotori del gruppo con cui Fininvest ha lungamente trattato fino alla firma odierna”.  

Nell’affare, come è evidente, entreranno anche “altri investitori, alcuni dei quali a controllo statale. Fra loro, società attive nel campo finanziario e altre impegnate in settori industriali”.

Il contratto, che prevede la cessione dell’intera partecipazione di Fininvest nel Milan - pari al 99,93% - e che è vincolante per le parti, verrà perfezionato entro la fine del 2016 con il closing. 

“La valutazione dell’AC Milan, in base all’intesa, risulta di 740 milioni di euro complessivi e - sottolinea Fininvest - tiene conto di una situazione debitoria stimata in circa 220 milioni”.

“Durante l’intera negoziazione, nella stesura del contratto e degli impegni che esso prevede, Fininvest - evidenzia l’azienda della famiglia Berlusconi - ha sempre avuto come obiettivo prioritario quello che il Presidente aveva chiaramente indicato: dotare il Milan, attraverso un assetto proprietario finanziariamente adeguato, di quelle risorse sempre più elevate ormai indispensabili per riportarlo a competere con i più importanti club del calcio mondiale”.

E di soldi, stando all’accordo, ne arriveranno. “Gli acquirenti - spiega Fininvest - si impegnano a compiere importanti interventi di ricapitalizzazione e rafforzamento patrimoniale e finanziario di AC Milan, per un ammontare complessivo di 350 milioni di euro nell’arco di un triennio, di cui 100 milioni da versare al momento del closing”.Inoltre, gli investitori dovranno versare subito quindici milioni di euro e altri “ottantacinque entro trentacinque giorni”. 

Cento milioni di euro, quindi, per dimenticare trenta anni di storia di Silvio Berlusconi. E del Diavolo che fu. 

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