Milan, closing rinviato: dove sono finiti i cinesi?

Rinviato ancora il closing con Sino Sports. Fininvest: "Altra caparra da 100 milioni di euro"

Berlusconi è presidente del Milan da 30 anni

Milan, closing, cinesi: capitolo terzo. Dopo l’accordo per la cessione, arrivato il 5 agosto scorso, e l’ufficializzazione della data per il closing - doveva essere il 13 dicembre -, mercoledì Fininvest ha confermato che le firme sul contratto per la vendita del Milan, almeno per ora, non ci saranno. 

“Fininvest e Sino-Europe Sports - si legge in una nota dell’azienda della famiglia Berlusconi - hanno raggiunto un accordo che proroga al 3 marzo 2017 il termine entro il quale realizzare il closing relativo alla compravendita della partecipazione detenuta dalla stessa Fininvest nell’AC Milan”.

Tradotto: per ora il closing non si fa. Nonostante un accordo già raggiunto, nonostante lo stesso Silvio Berlusconi avesse parlato del 13 dicembre come data utile e nonostante Marco Fassone - l’amministratore delegato che dovrebbe sostituire Adriano Galliani nella nuova società - sia andato spesso in Cina negli ultimi tempi. 

“L’accordo, approvato dal Consiglio di Amministrazione di Fininvest riunitosi successivamente - continua la nota - prevede che entro il 12 dicembre Sino-Europe Sports accrediti a Fininvest un’ulteriore caparra di 100 milioni di Euro, dopo i 100 milioni di Euro già versati alla firma del contratto di compravendita.”

“L’intesa sulla proroga, che era stata richiesta da SES, ribadisce che le modalità di gestione delle attività dell’AC Milan fino alla data del closing - conclude Fininvest - continueranno a basarsi sul principio di condivisione delle scelte”.

Fininvest e il Milan, insomma, avranno altri cento milioni da Han Li, direttore esecutivo della cordata cinese Sino Europe Sport, ma i tempi per la firma del closing - che diventa sempre più un caso - non sembrano ancora maturi. 

Eppure, soltanto il 5 agosto scorso, era stata la stessa Fininvest ad ufficializzare il sì alla cordata cinese, che comprende - come spiegato dall’azienda milanese a suo tempo - “Haixia Capital, fondo di Stato cinese per lo sviluppo e gli investimenti, e Yonghong Li, chairman della management company, che è stato fra i promotori del gruppo con cui Fininvest ha lungamente trattato”.  

Nell’affare, aveva chiarito una nota, entreranno anche “altri investitori, alcuni dei quali a controllo statale. Fra loro, società attive nel campo finanziario e altre impegnate in settori industriali”.

“La valutazione dell’AC Milan, in base all’intesa, risulta di 740 milioni di euro complessivi e - sottolineava Fininvest - tiene conto di una situazione debitoria stimata in circa 220 milioni”.

“Gli acquirenti - ed era questo il passaggio più importante del comunicato - si impegnano a compiere importanti interventi di ricapitalizzazione e rafforzamento patrimoniale e finanziario di Ac Milan, per un ammontare complessivo di 350 milioni di euro nell’arco di un triennio, di cui 100 milioni da versare al momento del closing”, oltre ai cento già pagati al momento della stipula del contratto, che è vincolante. 

I duecento milioni di euro, per stessa ammissione di Fininvest, sono arrivati. Le firme di Berlusconi, che dovrebbe dire adido dopo trenta anni da presidente, e Han Li ancora no. 

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