Morosini, storia della famiglia straziante: già orfano di padre, madre e fratello

La storia famigliare di Piermario Morosini era già straziante: dal 2001, perse madre, padre e fratello. Baronio su Twitter: "Ora riabbracci i tuoi cari"

Piermario Morosini

Roberto Baronio, calciatore ex laziale, gli dedica un tweet commovente: "Ora potrai riabbracciare la tua famiglia".

Sì, perchè la storia di Piermario Morosini, morto per un arresto cardiaco in campo durante Pescara-Livorno a 24 anni, era già stata straziante. A 20 anni aveva già subìto dei drammi famigliari che si vivono in una vita intera. Promessa del calcio italiano - è stato titolare inamovibile in Under 21 - 11 anni fa perse la madre Camilla. Due anni più tardi, nel 2003, il papà Aldo. E poi anche il fratello.

 

"Sono cose che ti segnano e ti cambiano la vita - disse Morosini in un'intervista al Guerin Sportivo nel 2005 - ma che allo stesso tempo ti mettono in corpo tanta rabbia e ti aiutano a dare sempre tutto per realizzare quello che era un sogno anche dei miei genitori. Vorrei diventare un buon calciatore soprattutto per loro, perché so quanto li farebbe felici. Per questo so di avere degli stimoli in piu".

Lo aiutava la zia Miranda ma le tragedie, dopo la morte dei genitori, non erano finite perché arrivò anche il suicidio del fratello disabile quando Piermario era già passato a Udine, dove fece il suo esordio in serie A. Gli era rimasta la sorella maggiore, anche lei con handicap: "Mario è stato sfortunatissimo - spiega Mino Favini, delle giovanili dell'Atalanta nelle quali Morosini mosse i primi passi calcistici - e nonostante questo teneva e aveva una disponibilità totale nei confronti dei compagni".

Per questo Favini ha "un ricordo dolcissimo" di Morosini e la sua scomparsa "é una cosa che mi lascia esterrefatto". "Non c'é mai stato nessunissimo problema in tutti i controlli medici a cui è sempre stato sottoposto. Abbiamo l'obbligo - conclude Favini - di compiere controlli e verifiche annuali e lui non ha mai avuto nessun problema".

"Ognuno di noi, ognuno di quelli che lo conoscevano e lo amavano lo piange, tutti noi lo piangiamo".

I TIFOSI: "SOSPENDERE IL CAMPIONATO NON SERVE A NULLA"

 

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