Giochi invernali 2026 Milano-Cortina, il governo vara la "Legge Olimpica"

Tra le novità del decreto, la costituzione della "centrale degli appalti" che si occuperà di fare da regia per tutti i lavori necessari

Repertorio

La "Legge Olimpica" ha avuto il via libera del Consiglio dei Ministri: nella seduta di giovedì sera, il governo ha approvato un decreto legge sull'organizzazione e lo svolgimento dei Giochi invernali di Milano-Cortina 2026, oltre che delle finali Atp di Torino 2021-2025. Tanti i punti cardine del provvedimento, portato al tavolo dal premier Giuseppe Conte e dal ministro dello Sport Vincenzo Spadafora. Il provvedimento era atteso: il ministro l'aveva annunciato entro la fine dell'anno.

Il decreto provvede a istituire il "consiglio olimpico congiunto", che avrà funzioni d'indirizzo generale e di sorveglianza sul programma di realizzazione dei giochi; e poi riconosce il comitato organizzatore, costituito sotto forma di Fondazione il 9 dicembre 2019 dal Coni, dal Cip (Comitato italiano paralimpico) e dalle istituzioni coinvolte: le due Regioni Veneto e Lombardia e i Comuni di Cortina e di Milano.

Ancora, viene costituita la società Infrastrutture Milano Cortina 2020-2026 Spa, che sarà la centrale di committenza e la stazione appaltante per realizzare le opere previste. Ed infine, con il decreto il governo presta le garanzie finanziarie statali indispensabili a intraprendere i lavori necessari.

Fontana: «Ora procedure snelle»

«Abbiamo compiuto un altro passo avanti, ora dovremmo cercare, in sede di approvazione parlamentare, di fare qualche aggiunta per riuscire, nel rispetto delle norme, a rendere le procedure più snelle in modo da non rallentare l'operativita»: così ha espresso la sua soddisfazione per l'approvazione della "Legge Olimpica" il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana. «Per quanto riguarda il tema economico finanziario - ha sottolineato il presidente - non sono preoccupato. L'amministratore delegato Vincenzo Novari ha già iniziato a prendere contatti con possibili sponsor. Sono invece preoccupato per le opere da realizzare, dobbiamo far presto, non si può perdere tempo. Occorre muoversi rapidamente per non arrivare alla scadenza con il fiatone».

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E il sindaco di Milano Beppe Sala ha commentato che «il testo è buono, ora dobbiamo lavorare noi». E riguardo alla scelta della Spa per le infrastrutture, nonché sull'assenza del Comune, ha risposto che «è giusto così, è una decisione collettiva. Certamente non ci tiriamo indietro quando è il nostro dovere. Non è un passo indietro, ma una scelta consapevole».

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