Napoli-Inter, striscione contro Belardinelli: "A terra c'è una mer... di Varese"

Nel mirino il tifoso varesino morto in seguito agli scontri tra ultras dell'Inter e del Napoli all'andata

Polemiche dopo la partita Napoli-Inter al San Paolo di domenica 19 maggio (finita 4-1 per i padroni di casa) per uno striscione esposto in Curva A dai tifosi ultras del Napoli che insultava Daniele Belardinelli, il tifoso varesino morto a Milano il 26 dicembre 2018, prima dell'incontro di andata Inter-Napoli, in seguito agli scontri in via Novara.

"In passato facevi l'inglese, poi hai imparato a parlare il francese. Quella sera eri pieno di pretese, ma alla fine le hai prese. Chiami tregua perché a terra c'è una mer... di Varese". Questo il messaggio scritto sullo striscione. Un insulto diretto a un 39enne morto in seguito a scontri tra tifosi.

Quella sera, come si ricorderà, una carovana di van e autovetture di tifosi napoletani venne bloccata e "assaltata" da ultras dell'Inter in via Novara (angolo via Fratelli Zoia). Durante gli scontri, Daniele Belardinelli fu schiacciato da almeno un'auto, forse due, e morì poco dopo all'ospedale San Carlo. Da parte interista sono già state comminate alcune condanne, tra cui a due leader della Nord, Nino Ciccarelli e Marco Piovella.

Da parte napoletana, la procura ha indagato una ventina di persone per omicidio. E i Ris di Parma analizzeranno alcune fibre tessili rinvenute sotto una Renault Kadjar con a bordo tifosi del Napoli, per capire se sono compatibili con il piumino indossato il 26 dicembre da Belardinelli. 

Fidanza (Fdi): "Striscione vergognoso"

Tornando allo striscione, come prevedibile non ha mancato di generare polemiche. Ad attaccare i tifosi che lo hanno esposto è, tra gli altri, Carlo Fidanza, deputato di Fratelli d'Italia e candidato alle elezioni europee del 26 maggio 2019, ma anche fervente tifoso interista, che domenica si trovava al San Paolo. "Al contrario di chi nulla sa di stadio e tifo", afferma Fidanza, "ho sempre difeso il diritto delle tifoserie allo sfottò, anche aspro. Ma il limite del rispetto della vita umana, tanto più se perduta in modo così insensato e ancora non chiarito, non si dovrebbe mai oltrepassare".

Fidanza attacca anche il "silenzio di tutti quelli che normalmente si stracciano le vesti per ogni eccesso. Gli stessi che, ancora ieri sera, non hanno proferito parola sui cori 'Milano in fiamme' levatisi più volte dalle due curve del Napoli. Quasi che quelle fiamme fossero diverse da quelle di 'Vesuvio lavali col fuoco'. Le une ironiche e le altre razziste".

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