San Siro, Sala a Milan e Inter: "Decidete in fretta il progetto e presentatelo ai milanesi"

Il sindaco sprona i due club

C'è ancora massimo riserbo da parte di Milan e Inter sul nuovo stadio che le due società sono d'accordo di realizzare a fianco del Meazza, nel quartiere San Siro, per disporre di un impianto moderno e "europeo", capace di generare introiti importanti e mettere i club milanesi in condizione di competere con i pari grado (o pari prestigio) del continente.

Allo stesso tempo, per molti milanesi, tifosi dell'una o dell'altra squadra ma anche di club "terzi" o perfino non inclini ad appassionarsi al calcio, perdere lo stadio Meazza è un duro colpo. Nostalgia contro business. I club sembrano tuttavia decisi, decisissimi a proseguire sulla strada della costruzione ex novo (al posto del parcheggio a ovest dell'attuale stadio) e poi della demolizione del vecchio. 

Palazzo Marino è in attesa. Il sindaco Beppe Sala non ha mai fatto mistero di preferire, da milanese, che rimanga intatto il vecchio impianto, ma da primo cittadino non può non comprendere e non ascoltare le ragioni delle società. Dopo la pausa estiva, comunque, è tornato a spronare Milan e Inter sulla strada della trasparenza. Nel senso di comunicare direttamente ai cittadini, al più presto, le loro intenzioni.

I club potranno farlo dopo avere scelto uno dei quattro progetti in lizza: ma oltre all'impianto, lo spazio a nord di piazzale Axum vedrà senz'altro ospitati un centro commerciale, forse un cinema multisala, ristoranti. Per far vivere la "cittadella del calcio" sette giorni su sette, come in Europa accade da anni, c'è bisogno anche di questo. E il "pacchetto" dovrà essere presentato e spiegato ai milanesi per convincere anche quelli più recalcitranti, ancorati alla nostalgia.

Infine c'è la questione dei conti pubblici. Il Meazza è di proprietà del Comune di Milano, che ha già dato incarico di valutarlo. Sicuramente vale diverse decine di milioni di euro. Se lo si abbatte, Palazzo Marino potrebbe dover giustificare alla Corte dei Conti un ammanco di capitale simile. Anche perché non è detto che il nuovo stadio, una volta realizzato, sarà di proprietà del Comune. 

Vanno trovate formule amministrative per ovviare a tutto questo e anche per intervenire sul Pgt, che oggi non consentirebbe di fare tutto quello che Milan e Inter vorrebbero "intorno" allo stadio: forse il sindaco, a due anni dalla scadenza del mandato, comincia a preoccuparsi che ci sia poco tempo per procedere con tutto l'iter e farlo digerire a quella parte di milanesi che non vorrebbe sentire parlare di abbattere il Meazza. E così sprona Milan e Inter a scegliere presto il progetto e a presentarlo alla città.

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