San Siro è salvo: il Comune dice sì al nuovo stadio, preservando il vecchio

Il consiglio comunale dà mandato alla giunta di valutare l'interesse pubblico sul nuovo stadio ma senza abbattere il Meazza

Il Meazza

San Siro è salvo. Per Palazzo Marino si va avanti con il progetto di Milan e Inter, ma senza sacrificare l'impianto storico. Il Consiglio comunale di Milano dà il via libera all'ordine del giorno con cui si "consegna" al sindaco e alla giunta il compito di definire o meno l'interesse pubblico alla realizzazione di un nuovo stadio nel quartiere sportivo di San Siro con una serie di paletti piuttosto stringenti in modo da "ridimensionare" l'effetto. I voti favorevoli all'ordine del giorno sono stati 27, i contrari 11 e gli astenuti 7. Tra i contrari anche i consiglieri del Pd Carlo Monguzzi e Alessandro Giungi mentre Milly Moratti si è astenuta. Tra i paletti, uno fondamentale: quello di ritenere superata l'ipotesi di abbattimento del Meazza. 

«Sono contento del parere favorevole ma quello che ne ricavo è che il progetto come è oggi non è un progetto accettabile. Quindi è da qua che si ricomincia a lavorare a livello di giunta»: lo ha detto il sindaco Giuseppe Sala dopo il voto. «Ho votato anche io e ho votato favorevolmente - ha proseguito Sala al termine dei lavori dell'aula - quello che penso è che i volumi che sono stati chiesti sono volumi non realistici, sono eccessivi e che uno sforzo per salvaguardare San Siro va fatto. Non vuol dire tenere un monumento ma vuol dire anche farlo funzionare».

«Poco tempo fa ho votato un Pgt che diceva no al consumo di suolo, diceva più parchi, diceva più alberi», ha argomentato il suo "no" l'esponente del Pd Carlo Monguzzi: «L'operazione non è conforme al Pgt e questo è un errore clamoroso. Io sono per minore consumo di suolo, più alberi, case quelle che servono; con tutta probabilità verranno fuori due stadi, tre torri (magari diverranno due e mezzo), un centro commerciale. Questo non va bene. Non c'entra con il Pgt che abbiamo votato», ha affermato Monguzzi.

Sul Pgt ha "battuto" anche Basilio Rizzo, dell'opposizione di estrema sinistra (Milano in Comune), secondo cui è proprio in quella occasione che è emerso "l'interesse pubblico" secondo il parere dei consiglieri comunali. «Il progetto dei due club va in conflitto con quanto stabilito nel Pgt», ha affermato Rizzo, sottolineando che «il sindaco avrebbe dovuto evitare che il tema stadio fosse affrontato in termini di Legge Stadi, una provocazione perché è uno strumento con cui si può tagliare fuori il consiglio comunale». 

E di Legge Stadi ha parlato anche Franco D'Alfonso della Lista Sala, per affermare che è stato legittimo ma «un errore» da parte dei club ricorrere ad essa: «Non ha finora funzionato nemmeno una volta in Italia. Inoltre con il Pgt avevamo già definito la "grande funzione urbana" per l'area dello stadio e le aree limitrofe, e c'era e c'è una volontà generale di affrontare il tema di un nuovo impianto per due club che vogliono competere a livello europeo». 

M5S: «Referendum e no a colate di cemento»

Il Movimento 5 Stelle è schierato a favore della ristrutturazione del Meazza, «che va valorizzato - ha detto Gianluca Corrado - dal punto di vista patrimoniale e anche da quello della storia e della cultura che ci lega all'impanto. Ma se c'è la volontà di costruire un nuovo stadio, occorre assicurarsi che non venga fatta una colata di cemento, che ci sia del verde, che la nuova struttura sia lontana dalle case, che sia fatto nell'interesse della città, che non si regalino suolo e volumetrie perché ciò non ha nulla a che vedere con l'interesse pubblico. Chiediamo un referendum comunale con cui i cittadini si esprimano sulla proposta di demolizione».

Pd: «Squadre in salute è interesse città»

«Non c'è un conflitto in sé tra gli interessi delle squadre e della città. Che le squadre siano in salute, dal punto di vista sportivo e finanziario, è anche interesse della città. Prima di assumere la decisione sull'interesse pubblico, la giunta dovrà valutare le condizioni. Noi pensiamo che l'area come è oggi debba diventare più dignitosa, perché oggi è un parcheggio, e che le squadre debbano garantire la sostenibilità futura dell'operazione; che siano condivisi con il quartiere i servizi aggiuntivi necessari. Che, insomma, questo sia l'inizio di un percorso partecipato di cui il Comune sia guida perché proprietario delle aree», ha affermato Filippo Barberis, capogruppo del Pd.

Video | Sala: «Salveremo il Meazza»

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