Quali sono le differenze tra i due progetti del nuovo stadio. E perchè "Gli anelli" ci piace di più

Milan e Inter hanno presentato i due progetti in lizza. Scopriamo le analogie e le differenze

Lo stadio di San Siro secondo Manica-Sportium-Cmr

Sarà una cattedrale o saranno gli anelli? La domanda resterà senza risposta per qualche settimana: il tempo, per Milan e Inter, di optare per uno dei due progetti (rispettivamente di Populous e Manica-Sportium-Cmr) rimasti in lizza per il nuovo stadio a San Siro. In questo periodo i due club sonderanno i pareri, anzitutto degli abbonati e poi anche dei tifosi "occasionali" e dei residenti nel quartiere, poi faranno la loro scelta. 

Video: ecco i due progetti in lizza, la Cattedrale e gli Anelli

Il "terzo progetto", escluso: il bosco orizzontale di Boeri

La sfida è quella di costruire uno stadio all'altezza dei sogni di gloria delle due squadre. Sogni, perché attualmente Milan e Inter non sono ai livelli delle grandi squadre europee che, guarda caso, hanno tutte un impianto di proprietà. Le due società hanno deciso (dopo anni di tentennamenti) di mettere insieme le forze, cosa che già fanno con la gestione congiunta del Meazza, e proporre al Comune di Milano un nuovo impianto nella stessa area del "vecchio". E lo faranno insieme perché uno stadio sempre attivo è meglio di due impianti attivi a metà, per ricavi e impatto ambientale, e (non ultimo) perché 1 miliardo e 200 milioni di euro sono difficili da trovare per una sola squadra.

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Il Meazza non è più adatto: i club escludono la ristrutturazione

«Il Meazza, così com'è, non è più adatto per due grandi squadre che hanno l'ambizione e il dovere di essere all'altezza del grande calcio mondiale», ha affermato Paolo Scaroni, presidente del Milan: «E ci sembra che sia anche una importante occasione per la città. Il nuovo stadio a San Siro è l'opportunità di trasformare quest'area che, quando non vi sono eventi, non è nulla, è un non luogo, è un deserto, un piazzale d'asfalto con in mezzo il Meazza. Dobbiamo proseguire sulla strada del moderno, del nuovo, di un quartiere che vive 365 giorni all'anno».

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Ai nostalgici che mettono al primo posto la "mozione degli affetti" e non vorrebbero vedere abbattuto il Meazza, arriva la risposta netta di Ivan Gazidis, amministratore delegato del Milan, con parole totalmente condivise dai "cugini" nerazzurri: «Il rispetto per una icona come il Meazza c'è, ma occorre anche rispetto per i due club e le loro storie. E questo rispetto lo dobbiamo anche per le future generazioni di tifosi. Per onorare la storia di Milan e Inter, l'unica risposta chiara è quella di giocare in uno stadio nuovo e moderno». Concetto espresso anche, sul palco dell'aula magna del Politecnico Bovisa, da due grandi figure del calcio "rossonerazzurro": Franco Baresi e Riccardo Ferri.

Esclusa quindi l'ipotesi della ristrutturazione del Meazza, per una serie di inconvenienti: costringerebbe le squadre a giocare in impianti più piccoli e, comunque, lontani (anche più di 100 km) per quattro o cinque stagioni; non consentirebbe di "recuperare" abbastanza posti premium; costerebbe almeno 500 milioni di euro, quindi quasi come costruire da zero il nuovo impianto (circa 600 milioni solo per lo stadio); non consentirebbe in ogni caso l'implementazione di nuovi servizi per ogni ordine di posti; e infine verrebbe comunque modificata la "sagoma iconica" esterna. Insomma, non sarebbe in ogni caso lo "stesso" Meazza.

E i tempi di realizzazione? «Per la costruzione ci vogliono 36 mesi», ha assicurato Alessandro Antonello, amministratore delegato dell'Inter: «Quindi ci sono tutti i tempi tecnici per arrivare pronti alle Olimpiadi invernali del 2026. Il 10 ottobre la prima scadenza da parte del Comune di Milano per la "dichiarazione di pubblico interesse", secondo la Legge Stadi che poi scandirà anche i passaggi successivi. L'ultima parola spetterà sempre a Palazzo Marino, ma i club sono qui a presentare i progetti per il nuovo stadio perché pensano che sia la soluzione migliore».

La Cattedrale: come sarà

Come sarà, allora, questo stadio? Sarà realmente il più bello del mondo, come promettono entrambe le squadre di architetti che ci hanno lavorato e che ora si contendono la scelta? Cominciamo dalla Cattedrale progettata da Populous, un gigante del settore con 1.500 stadi in 35 anni, tra cui il nuovo Wembley (che è più icona del Meazza, tanto per intenderci). Dall'alto sarà un grande rettangolo, ai fianchi svela colonne verticali affiancate che citano le guglie del Duomo, ma anche i portici di corso Vittorio Emanuele e la cupola della Galleria. 

All'ingresso gli spettatori entrano in una galleria con punti ristoro e food market, ventilata in modo naturale, mentre la copertura sarà dotata di pannelli solari che genereranno elettricità. E verrà raccolta l'acqua piovana per essere riutilizzata nell'impianto. Gli spazi verdi intorno agevoleranno il deflusso dell'acqua stessa e contrasteranno l'effetto "isola di calore". Il risultato: un edificio completamente ecosostenibile. Dall'esterno lo stadio sarà "trasformato" a seconda della squadra che gioca in casa: un serpente di luce blu durante le partite dell'Inter, riflessi fiammeggianti dalle profondità durante le partite del Milan.

Gli anelli: come saranno

Completamente diverso il progetto di stadio di Manica-Sportium-Cmr. Che avrà la forma di un ovale a due anelli intrecciati. I led esterni permetteranno di illuminare l'impianto di rosso o di blu a seconda della squadra che gioca, mentre durante i derby ogni curva sarà personalizzata con i colori dei due club.

Ai più attenti, gli anelli intrecciati ricorderanno vagamente la sagoma del Meazza quand'era a due anelli (ovvero dal 1955 al 1990). Ma la citazione più importante del "vecchio" Meazza riguarda il terreno di gioco, che nel progetto verrà preservato lì dove è ora (ovviamente senza gli spalti), liberamente accessibile ai cittadini che vorranno "giocare a calcio a San Siro". Un sogno che si potrà realizzare.

Le similitudini

Entrambi i progetti condividono (da indicazioni delle due società) una altezza sensibilmente più bassa rispetto a quella attuale (una trentina di metri contro 68 metri). Questo significa un minore impatto visivo. Ma diminuirà significativamente anche l'impatto acustico. I dirigenti delle due società hanno spiegato che, per i residenti in via Tesio, sarà inferiore del 60% rispetto all'impatto acustico attuale, nonostante lo stadio nuovo sarà a ridosso di quella via, mentre il Meazza come sappiamo è più distante.

I 60 mila spettatori (massimi) avranno una esperienza di visione e partecipazione avvolgente e avvincente a prescindere dall'ordine di posti, mentre oggi alcuni settori sono particolarmente sacrificati. Non solo: l'aumento dei posti corporate (da cui i club si aspettano ricavi molto superiori agli attuali) consentirà di modulare parecchio il costo dei bigliletti, neutralizzando una delle maggiori preoccupazioni. La configurazione sarà flessibile, per consentire una possibilità di fruizione "perfetta" anche per eventi non sportivi, primo tra tutti i concerti.

Fuori dallo stadio, le indicazioni della società parlano chiaro: al posto dell'attuale Meazza sorgerà un "quartiere verde" fruibile tutti i giorni dell'anno, con l'obiettivo di massimizzare i ricavi attraverso funzioni commerciali (negozi, ristoranti, forse un cinema) e terziarie (uffici). Le differenze tra i due progetti sono abbozzate (a parte l'idea già vista di Manica-Sportium-Cmr di lasciare il terreno di gioco attuale a disposizione della cittadinanza).

Gli anelli e il "romantico ricordo" di San Siro

E' la domanda che tutti si fanno: quale dei due progetti prevarrà alla fine? Le società, durante la presentazione al pubblico, non hanno ovviamente fatto trapelare alcuna preferenza tra i due. Aspettano di capire come la gente di Milano (abbonati, tifosi, residenti, cittadini) li valuterà. La partita, secondo i bene informati, è apertissima. D'altra parte entrambi i progetti rispondono pienamente alle richieste dei club, sia per i costi (600 milioni per lo stadio, altrettanti per il quartiere intorno) sia per le principali caratteristiche e l'impatto ambientale, visivo e acustico. 

La preferenza in questa fase non può che essere dettata da un gusto estetico personale. Troppo personale perché diventi criterio indicativo. Chi scrive predilige senz'altro la spirale intrecciata, i due anelli di Manica-Sportium-Cmr, che, come detto sopra, ricordano visivamente le mitiche e ineguagliabili spirali del Meazza a due anelli. Ma la redazione di MilanoToday è divisa: c'è chi predilige la Cattedrale di Populous perché più "unica" rispetto alla media di stadi ovali che comunque sono piuttosto diffusi, e quindi potenzialmente destinata a diventera più iconica. E c'è perfino chi vorrebbe il bosco orizzontale di Boeri. Che però, come si diceva, è decisamente escluso dalla partita.

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