San Siro, la Sovrintendenza "difende" il secondo anello: «Icona dello sport»

Inviato un parere in consiglio comunale in cui si chiede di valutare anche la ristrutturazione

Il Meazza (foto kyoungraeroh/Instagram)

Lo stadio di San Siro come "icona", specialmente il secondo anello, che dal 1955 al 1990 ha connotato la "Scala del calcio", come viene ancora chiamato l'impianto di gioco milanese. Lo pensano in tanti, in città, e questa è anche l'opinione della sovrintendente ai beni culturali Antonella Ranaldi, che ha vergato un parere e lo ha inviato al consiglio comunale, chiamato a decidere in tempi brevi sul futuro dello stadio vista la proposta delle due società, Milan e Inter, che prevede la demolizione dopo avere costruito un nuovo impianto nell'attuale parcheggio a ovest del Meazza.

Come è noto, Milan e Inter hanno presentato i due progetti (di Populous e Manica-Cmr) per uno stadio tutto nuovo, spiegando che la ristrutturazione del Meazza costerebbe quasi come il nuovo impianto (circa 500 milioni contro poco più di 600) senza però garantire lo stesso livello di ricavi. In particolare resterebbero troppo pochi i posti premium e non vi sarebbe la possibilità di estendere a tutti i settori di spalti i nuovi servizi propri degli stadi più moderni. Con la demolizione, poi, l'area attualmente occupata dal Meazza diventerebbe a disposizione della città, con molto verde pubblico, una torre di uffici e altri servizi (non residenziali) che sarebbero indispensabili per rientare sull'investimento.

Tuttavia l'ipotesi di demolire il Meazza viene osteggiata da più parti. Il sindaco Beppe Sala non ha mai fatto mistero di preferire una sua ristruttuazione, la Lega è pronta a fare ricorso alla Corte dei Conti (il Meazza viene valutato 70 milioni di euro), diversi consiglieri comunali di centrosinistra non vedono di buon occhio la "speculazione" edilizia (pur non residenziale) e la quantità di rifiuti che verrebbe generata dalla demolizione di San Siro. E in prima linea nella difesa del Meazza c'è Marco Bestetti, presidente del Municipio 7, che ha preannunciato un referendum cittadino e che, martedì 8 ottobre, "ospiterà" in Cascina Monastero Milan e Inter perché presentino i progetti alla cittadinanza.

"San Siro icona del calcio"

Ora anche la Sovrintendenza interviene per chiedere, quantomeno, che la demolizione non sia l'unica opzione presa in considerazione. E che il consiglio comunale tenga conto anche dell'ipotesi di riammodernare il Meazza lasciandolo al suo posto. Dal punto di vista architettonico, la sovrintendente Ranaldi evidenzia in particolare il valore del secondo anello, dei tre che compongono l'attuale stadio (e che si sono "aggiunti" senza opere di collegamento tra loro). In pratica, Ranaldi si richiama alla "sagoma" che ha caratterizzato il Meazza dal 1955 al 1990, cioè fino ai lavori che hanno portato San Siro ad avere anche il terzo anello (e le quattro grandi torri che lo sorrreggono) in vista del Campionato Mondiale disputato in Italia proprio nel 1990.

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L'iconicità del Meazza a due anelli è fuori discussione. E' in quei decenni, infatti, che San Siro è divenuto la "Scala del calcio", conosciuto in tutto il mondo grazie ai successi di Milan e Inter in campo internazionale. Ranaldi, nel parere inviato al consiglio comunale, non pare caratterizzare il secondo anello di uno specifico significato architettonico, bensì sembra metterlo in correlazione con il sentimento popolare della passione per il gioco del calcio, che crea un legame identitario tra la città (e i suoi abitanti) e il "tempio" dello sport. 

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