Tennis, trofeo Bonfiglio: i titoli a Molinaro e Andreev

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MilanoToday

Due finali molto diverse, con in comune soltanto la grande tensione e la grande stanchezza che ha attanagliato i muscoli dei finalisti. Alla fine i titoli del 59° Trofeo Bonfiglio sono andati ad Adrian Andreev e a Eleonora Molinaro, che diventano rispettivamente il secondo bulgaro (nel 2000 vinse Todor Enev) e la prima lussemburghese di sempre a vincere gli Internazionali d'Italia juniores sui campi del Tennis Club Milano Alberto Bonacossa. Il programma della giornata finale si è aperto alle 12.30 con il match clou in rosa. Tre set, due ore e otto minuti, buoni per incoronare Eleonora Molinaro reginetta a Milano. Una finale con più di una faccia. Quella che resterà, però, è senza dubbio quella sorridente - e un po' stravolta dallo sforzo - della 17enne lussemburghese di nonno italiano: “Sono felicissima per questa vittoria, io solitamente preferisco giocare sui campi duri ma anche sulla terra battuta mi sto trovando molto bene in questa stagione”. Una stagione in cui ha raggiunto 5 finali in altrettanti tornei Juniores disputati, Bonfiglio compreso. Ne ha vinte 4, ma quella di domenica sul campo Centrale di via Arimondi è stata la più dura: tre set per avere la meglio sulle variazioni di ritmo della giapponese Yuki Naito, capace di imbrigliarla in una fitta rete di traiettorie alte e liftate, abilmente miscelate a improvvise accelerazioni di puro braccio (specialmente con il diritto). Eleonora però non s'è scomposta, pur soffrendo: “Sapevo che cosa dovevo fare, ma ogni tanto è stato difficile trovare il ritmo giusto, adesso sono solo felice per me e per il mio Paese”. Quel Paese che, grazie a lei, appare per la prima volta nell'albo d'oro del 5° slam under 18 dell'anno: “Adesso andrò a Parigi, quest'anno giocherò sicuramente tutti gli eventi Slam juniores mixandoli con alcuni tornei da 25 mila dollari di montepremi”. Un successo meritato soprattutto per la solidità mentale dimostrata lungo tutta la settimana, e confermata nel match clou. Sotto di un set, e incapace di trovare un vero antidoto immediato alle geometrie dell'asiatica, la differenza l'ha fatta “l'esperienza”, se così si può dire per una ragazzina di 17 anni che però ha già un ranking Wta (n.455) e con in bacheca un titolo del circuito Pro. Molto più a senso unico la finale maschile, con un protagonista “in condizione”, il bulgaro Adrian Andreev, e uno completamente fuori asse, sfiancato dalle maratone giocate e vinte tra ottavi e quarti di finale. Il bulgaro, che si allena a Bradenton nell'accademia di Nick Bollettieri, ha avuto vita facile sia a referto (6-3 6-3 in 80 minuti) sia in campo, dove ha quasi sempre dominato grazie anche ai tanti, troppi errori di diritto dell'avversario. Una finale maschile non da fuochi d'artificio, come non da fuochi d'artificio l'atteggiamento post gara del bulgaro. “Come festeggerò? Credo che dormirò, sono veramente molto stanco, troppo stanco”. Come il suo avversario del resto: “Entrambi eravamo al limite delle nostre forze - ha detto il vincitore -, per questo non abbiamo giocato sicuramente il nostro miglior tennis ma di sicuro abbiamo dato tutto quello che avevamo”. Alla fine della cerimonia di premiazione, i quasi 2.000 del Centrale si sono poi riversati sul campo 9, dove si stava disputando la finale del doppio femminile. Lì, la giapponese finalista nel singolare, in coppia con Naho Sato, si è consolata conquistando il trofeo di specialità ai danni della statunitense Caty McNally e dell'elvetica Leonie Kung (7-6 6-4). Il tandem nipponico aveva già conquistato i punti necessari per far vincere al Giappone la Coppa delle Nazioni (un'altra prima volta assoluta), ritirata in campo dal coach ufficiale della federtennis asiatica Yuichiro Hama. Intanto si era già concluso nella serata di sabato il doppio maschile, un affare tutto statunitense, vinto da Govind Nanda e Tyler Zink ai danni dei connazionali Cannon Kingsley ed Emilio Nava (6-4 7-5 il punteggio). Il Bonfiglio dà l'appuntamento alla prossima edizione: la numero 60. I RISULTATI DELLE FINALI Tabellone singolare maschile, finale A. Andreev (BUL) [16] b. S. Baez (ARG) [1] 6-3 6-3 Tabellone singolare femminile, finale E. Molinaro (LUX) [13] b. Y. Naito (JPN) [9] 4-6 6-4 6-0 Tabellone doppio maschile, finale G. Nanda (USA) / T. Zink (USA) b. C. Kingsley (USA) / E. Nava (USA) 6-4 7-5 Tabellone doppio femminile, finale Y. Naito (JPN) / N. Sato (JPN) [2] b. L. Kung (SUI) / C. McNally (USA) 7-6(5) 6-4

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