Urban sport a Niguarda, quasi 2000 persone coinvolte in un anno e mezzo

Gli urban sport usati come recupero sociale a Niguarda: esempio replicabile in altre zone della città.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MilanoToday

Sono già più di 1800 gli associati alla palestra degli urban sport di Niguarda recuperata dopo più di dieci anni di abbandono dello stabile. A un anno e mezzo dall'apertura del centro sportivo, restaurato dal gruppo di atleti Milan Monkeys con materiali di recupero e attivato con l'aiuto di UISP (unione italiana sport per tutti), la risposta del quartiere e della città è stata incredibile. La sede è stata pensata per potersi allenare nel parkour e nel freerunning, oltre che per praticare yoga, boxe e arti marziali. Rappresenta al momento l'unico esempio in Italia di palestra che racchiuda questi urban sport in una sola sede. Un vanto per il quartiere e per la città, ma soprattutto un buon esempio di come si possano recuperare spazi inutilizzati e dare insieme un vero servizio di valenza sociale alla cittadinanza.

Dopo più di dieci anni di totale abbandono, quello che sarebbe dovuto essere un bowling, era diventato un rifugio per senzatetto e vessava in condizioni pessime. In via Val Maira ora c'è un luogo di aggregazione e di riferimento per tutta la zona e per l'intera città, ma fino a un anno e mezzo fa si potevano trovare solo degrado e sporcizia. Tutto questo grazie al lavoro e alla professionalità dei giovani sportivi che con le loro mani e con investimenti propri hanno restaurato lo stabile e grazie al know how di Uisp e il supporto del direttore generale Antonio Iannetta hanno creato un pacchetto sportivo unico in Italia.

"Questo è un ottimo esempio di come lo sport possa servire per il recupero, - spiega Antonio Iannetta - sia il recupero di spazi abbandonati, ma anche di ragazzi che altrimenti non avrebbero avuto luoghi di aggregazione. A Niguarda infatti mancava un punto dove poter fare sport e i giovani del quartiere erano abituati a trovarsi per strada. Ora hanno una palestra all'avanguardia sempre aperta e gestita da persone giovani e competenti. Questo è un vero esempio di recupero sociale che si potrebbe replicare in diverse zone di Milano."

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