Via Cavezzali, dove si vive in "nero" senza documenti: il servizio delle Iene

 

"La casa costa mille euro. E tu vivi qui per mesi, senza che nessuno sappia che ci sei". E' chiara l'offerta di uno dei "gestori degli appartamenti di via Cavezzali 11 ad un attore della trasmissione Mediaset Le Iene, che si finge un bosniaco intenzionato a trovare un rifugio al riparo dagli occhi indiscreti della polizia.

L'edificio è sotto osservazione da molti anni: è un ex residence trasformato in mini alloggi con molto "nero", spaccio di droga, prostituzione e in cui le forze dell'ordine ogni tanto intervengono ma senza sradicare realmente tutti i problemi dello (e nello) stabile.

"Vai lì, io spero solo che tu vai d'accordo con lui", spiega una delle "sentinelle" del palazzo, uno che controlla il via vai per le scale dell'edificio: sette piani, sei appartamenti per piano. E l'attore delle Iene va verso la porta che gli è stata indicata: gli apre un uomo italiano sulla sessantina che, dopo un breve dialogo, lo porta a visitare un appartamento. E' messo decisamente male. L'offerta è di 300-350 euro per l'alloggio. Senza alcun documento.

"Sono ricercato per motivi religiosi"

L'attore delle Iene torna dopo qualche giorno nello stabile e stavolta dice esplicitamente il motivo per cui sta cercando un posto dove nascondersi: "Sono ricercato dalla polizia per motivi religiosi, sono della famiglia dell'Isis", spiega alla sentinella. Che rimane impassibile ma alza il prezzo: ora vuole mille euro, non più 300-350.

Sinistra x Milano: "Sequestrare il palazzo"

Le Iene intervistano poi Mirko Mazzali, delegato del sindaco per le periferie, che conosce bene la situazione di via Cavezzali. "Il problema principale è che si tratta di un edificio privato", spiega: "Non è che il Comune possa fare cose drastiche come se fosse un palazzo di sua proprietà". Secondo Mazzali, è la magistratura che deve "trovare il coraggio" di ordinare lo sgombero dello stabile in modo che possa essere ristrutturato.

Non ci sta Silvia Sardone, consigliera regionale e comunale di Forza Italia, secondo cui la polizia locale dovrebbe controllare chi vive negli appartamenti e, meglio ancora, "serve un esproprio per pubblica sicurezza". Sardone attacca Mazzali: "Scarica tutto sulla magistratura ma il Comune può esercitare i poteri sostitutivi dato il palese pericolo per la comunità".

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