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Aler, case popolari "abbandonate": la denuncia dei residenti di via Lope de Vega

 

Caseggiati da ‘bollino rosso’. Rosso, come il colore della ruggine, visibile dalle finestre dei palazzi; come gli idranti rotti nel cortile e come il colore delle porte delle cantine abbandonate e vandalizzate. Siamo in via Lope de Vega, zona Barona, al civico 21 del caseggiato Aler. Con noi la consigliera regionale del Pd, Carmela Rozza - che da mesi denuncia la situazione di degrado nelle periferie - e alcuni inquilini, arrabbiati, delusi dall'Azienda Lombarda per il completo stato di abbandono degli edifici.  

Tutto ha avuto inizio nel 2012 - ha spiegato Romano Zeppilli, che da quarant'anni vive al civico 21 - quando una serie di litigi tra condomini e occupanti ha decretato la fine dell’autogestione del caseggiato. Da quel giorno tutta la manutenzione ordinaria è passata nelle mani di Aler. Romano era il referente del Comitato di quartiere e ricorda quegli anni con molta nostalgia.

“Questo palazzo, tra tutti quelli gestiti dalla Regione, era il migliore. L’autogestione aveva messo tutto a posto, tranne ovviamente la parte inerente all’edilizia che spettava a loro. Abbiamo creato porte scorrevoli negli edifici, un badge per i residenti, abbiamo eliminato tutte le barriere architettoniche. Mi sono battuto per incrementare i servizi per i disabili e ci sono riuscito. Gli inquilini erano al sicuro, ma da quel giorno di cinque anni fa, quasi tutto è andato perduto. Aler non risponde alle nostre segnalazioni. Siamo abbandonati. Ci sono macerie di lavori svolti in passato ovunque. Vetri rotti. Immondizia e cantine occupate abusivamente”.

Girando per l’edificio, il signor Romano ci ha mostrato anche quella che fino a poco tempo fa era la scuola popolare, al momento chiusa per inagibilità dei locali.

Il degrado, ma soprattutto il pericolo è a portata di bambino: nel garage del cortile ci sono automobili distrutte, stracolme di rifiuti. Senza ruote, senza vetri, che non possono essere prese in carico dalla polizia locale fin quando non è Aler a segnalare l’intervento. Un giochetto burocratico ai danni dei residenti.

Approfittando della presenza del consigliere regionale, Carmela Rozza, abbiamo approfondito l’argomento chiedendo spiegazioni in merito al ruolo di Aler, della Regione e del Comune.

“Il Comune può solo rispondere ai bisogni sociali e alla riqualificazione delle strade, esterna al palazzo - ha chiarito la consigliera regionale del Pd - ad esempio: la scuola popolare è nata in collaborazione con Palazzo Marino, ma purtroppo l’amministrazione non può intervenire né sulla gestione, né sulla manutenzione della struttura perché la proprietà è della Regione Lombardia. I problemi sono tanti e non si possono risolvere sicuramente in un giorno - ha proseguito la Rozza - ma quello che noto è la completa mancanza di programmazione, pianificazione dei quartieri a carico di Aler. Quando un giorno, forse, arriveremo a questo, potremo dire che la Regione si sta occupano del popolo”.

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