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Incendi in Amazzonia, gli attivisti per il clima protestano davanti al consolato brasiliano di Milano

Gli ambientalisti manifestano contro il presidente brasiliano Bolsonaro, accusandolo di aver favorito la distruzione della foresta pluviale per interessi economici

 

Protesta e striscioni contro il presidente Bolsonaro davanti al consolato brasiliano di Milano , dove giovedì 5 settembre gli attivisti per il clima hanno protestato chiedendo di fermare agli incendi che stanno devastando la foresta pluviale dell'Amazzonia, il principale polmone verde del pianeta teatro in questi mesi di allarmanti roghi che ne stanno seriamente mettendo a rischio l'integrità.

"In Amazzonia ogni minuto brucia l'equivalente di 10 campi da calcio - spiegano gli attivisti - Con Bolsonaro gli incendi sono aumentati del 180%, e tutto per favorire le multinazionali brasiliane. Questo presidente è un criminale e sta contribuiendo a distruggere il principale polmone verde della Terra".

"Dagli anni '80 a oggi la foresta ha già perso il 20% del suo volume - continuano gli ambientalisti - Se ne perderà ancora un altro 20% non sarà più in grado di assorbire la CO2 purificando l'aria, con il risultato che gli effetti dei cambiamenti climatici subiranno un'accelerazione potenzialmente devastante per tutti noi. Rischiamo per esempio che l'Italia diventi una zona desertica".

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