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Coronavirus, Sala sgrida i milanesi e i colleghi: "Troppa gente in giro, troppi politici in tv"

Le parole del primo cittadino di Milano

 

Una ramanzina ai suoi cittadini, un'altra ai suoi colleghi. Il sindaco di Milano, Beppe Sala, nell'ormai consueto "buongiorno da palazzo Marino", sabato mattina ha fatto il punto della situazione nell'ennesima giornata di battaglia contro il Coronavirus

"C'è troppa gente in giro, c'è più gente in giro - ha detto il primo cittadino -. Stamattina ho convocato il capo della polizia locale alle 9 e ho chiesto più controlli, la stessa richiesta l'ho fatta al Prefetto. Però non è che il gioco del momento è guardia e ladri, anche perché le guardie non sono sufficienti per controllare i comportamenti di 1 milione e 400mila persone. Quindi - ha ammonito Sala - ognuno deve fare il proprio dovere". 

"Il mio è di stare qui - ha continuato -. Non mi sono riposato un giorno e non me ne lamento, è il mio dovere", perché "la grande responsabilità in questa crisi sta in chi è dalla mia parte e cioè la politica e il sistema scientifico". 

Ed ecco la seconda ramanzina: "Comunicare in maniera corretta è importante. Ieri è stata una giornata infelice, c'è stata paventata un'idea di riaperture per il 13 aprile, poi forse il 1 maggio, poi forse il 16. Così non si fa", ha commentato il sindaco. "Si parla troppo , troppi miei colleghi protagonisti di questa crisi sono continuamente in tv a rispondere a domande - le parole di Sala -. A volte sono domande a tranello e uno ci casca, soprattutto se non è abituato". 

"Ecco - ha concluso il sindaco - è il momento dei fatti: poche parole, ma parole giuste". 
 

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