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Sedie per drogarsi, un tappeto di siringhe: con i carabinieri nel boschetto della droga | VIDEO

 

Una sorta di mercato della droga a “km 0”, tra banchetti per pesare, confezionare e vendere la roba e sedie e postazioni - distanti non più di qualche decina di metri - per iniettarsi la droga. Un vero e proprio “paradiso” di tossici e spacciatori, dove - evidentemente - le divise dei carabinieri non sono ben viste. Eppure, martedì pomeriggio gli uomini del comando provinciale di Milano hanno portato a termine un blitz nell’ormai famoso boschetto della droga di Rogoredo, la vasta area verde tra la stazione, Porto di Mare e Corvetto, spesso rifugio di consumatori e pusher di sostanze stupefacenti. 

I militari, che già diverse volte avevano condotto blitz in borghese, sono riusciti a entrare nel parco e hanno chiuso tutte le possibili vie d’uscita, facendo cadere nella trappola un trentenne gambiano e due marocchini di ventidue e ventitré anni. 

L’uomo è stato trovato in possesso di venti palline di cocaina e, dopo un disperato tentativo di fuga a piedi, è finito nelle mani degli uomini del Radiomobile che lo aspettavano all'uscita.

Il boschetto, infatti, non è solo terra di eroina - che viene venduta a venti euro al grammo, prezzo più basso della città - ma è anche luogo di spaccio di cocaina, “regalata” a dieci euro per 0,1 grammo. 

I due ventenni, invece, sono stati sorpresi mentre cedevano alcune dosi di hashish e sono stati bloccati e arrestati. 

L’area più degradata, hanno accertato i carabinieri durante il blitz, si nasconde dietro una collinetta, che permette alle “vedette” degli spacciatori - le stesse che lasciano passare soltanto persone “fidate” - di notare l’eventuale arrivo di carabinieri con un certo anticipo. 

Proprio al di là di quella collinetta si “apre” il boschetto della droga, all’interno del quale i militari hanno trovato banchetti stile mercato per il confezionamento e la vendita della dose e alcune postazioni - sedie o “capanne” nascoste - per il consumo dell’eroina. A fare da contorno a tutto, un triste tappeto di rifiuti e siringhe usate. 


 

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