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Coronavirus, il falso "paziente zero" che era estraneo a tutto: "Stavo bene, poi mi hanno prelevato di notte da casa"

Parla il manager tornato dalla Cina il 21 gennaio, che ha incontrato il 38enne ora ricoverato in terapia intensiva: è emerso che non aveva mai contratto il virus

 

La telefonata nel cuore della notte. L'arrivo dei medici e il trasferimento d'urgenza all'ospedale Sacco. Poi le ore, tante, lunghe, trascorse in isolamento in attesa di notizie ufficiali su se stesso e su uno dei migliori amici. E quel pensiero che ritorna di continuo in mente: "Ma io stavo bene, non avevo niente". 

È crollato in un attimo il mondo del manager lodigiano che dalla scorsa notte è ricoverato a Milano perché sospettato di essere il paziente zero dei 14 casi di Coronavirus certificati tra Codogno, Casalpusterlengo e Castiglione d'Adda e che ha portato le autorità ad emanare un'ordinanza 'severissima' per isolare dieci comuni lombardi (i dettagli).

Le condizioni più gravi sono quelle di un uomo di 38 anni che è in terapia intensiva all'ospedale di Codogno e che ha incontrato il 29 gennaio, il 6 e l'8 febbraio il manager, che era tornato dalla Cina - dove lavora - soltanto pochi giorni prima. In ospedale, ma al Sacco, ci sono anche la moglie - incinta all'ottavo mese - e un loro amico. Per altre persone, tutte della stessa zona, è stato confermato il contagio da virus

"Mi hanno prelevato di notte"

A iniziare la "catena", secondo i primi accertamenti, era stato proprio il manager. Ma gli esami del sangue successivi l'hanno "scagionato" completamente: nessuna traccia degli anticorpi nel suo sangue. Tradotto: non ha mai contratto il coronavirus. Con i tempi, infatti, c'erano già molti dubbi: tornato dalla Cina il 21 gennaio, avrebbe trasmesso la sua carica virale in una cena tra l'8 e il 9 febbraio. Un lasso di tempo molto improbabile. "Sto bene, non ho sintomi - racconta l'uomo a MilanoToday -. Sono arrivati a me perché un amico che era in ospedale con il 38enne ha avvisato i medici e ha dato loro il mio numero, proprio perché ero tornato da poco dalla Cina. Così, mi hanno contattato e nella notte sono venuti a prelevarmi e mi hanno portato al Sacco". 

"Sono risultato negativo ai test", spiega il professionista. "Non mi spiegano niente qua - dice con la voce amareggiata -. C'è un dottore con cui parlo per telefono e cerco di avere informazioni, ne so più dalla televisioni ma sono molto spesso informazioni false".

"Per ora - ha fatto sapere regione Lombardia alle 16.30 -  il soggetto che era stato individuato come possibile 'caso zero', ovvero colui che di rientro da un viaggio in Cina potrebbe aver trasmesso il virus al 38enne, al primo 'tampone' è risultato negativo". 

Tamponi anche alla famiglia

Quando i medici si sono presentati a casa sua, a Castiglione d'Adda, naturalmente hanno fatto il test a tutta la sua famiglia - genitori, due sorelle, un nipote e un cognato - e lui ha consigliato loro di restare in quarantena. 

Di sintomi, però, il manager non ne aveva mai avuti. "Ho avuto solo un po' di raffreddore, un accenno di influenza che non è mai sbocciata in influenza - assicura -. Sto dando ai dottori tutti i contatti delle persone che ho incontrato, non so cosa fare". 

"Avevo il cuore in gola"

Chiaramente lo stato d'animo non è dei migliori. "Stamattina avevo il cuore in gola, sono tutti spaventati. Poi c'è un mio amico che ieri sera ha rischiato di morire, sua moglie è infetta e tutti dicono che sono io il paziente zero, però qua non mi trovano niente e quindi non lo so. Non so niente", ripete. 

"Io sono partito sano, sono sempre stato sano, è da un mese che sono a casa - conclude -. Fino a ieri sera non sapevo niente, stavo bene finché mi è arrivata la telefonata e sono venuti a prelevarmi".

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