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In migliaia tra le vie di Milano, "Lotto marzo" trasversale che ha unito la città

 

E’ stata una giornata intensa, ricca di significato, con un messaggio forte e chiaro lanciato da ogni angolo di Italia: no alla violenza di genere, no alle continue discriminazioni uomo-donna per una società dove davvero non esistano differenze di sesso.

E il messaggio arriva nel giorno della Festa della Donna, quell’8 marzo ricordato in tutto il mondo e che ogni anno pone al centro le stesse identiche problematiche con un anno in più di cronaca, di fatti, di crimini, di episodi che segnalo la società, che segnano le donne e anche gli uomini, quelli che stanno dalla stessa parte.

Milano ha chiuso la lunga giornata con il secondo grande corteo partito dalla Stazione centrale e che ha attraversato le vie della città. Non sono mancati riferimenti a infelici dichiarazioni di alcuni personaggi pubblici, non sono mancati gli attacchi, neanche tanto formali, a chi, secondo i manifestanti, continua ad esibire la donna come un oggetto, non sono mancati però neanche i canti, i balli, i sorrisi di chi crede che qualcosa comunque si possa fare.

Qualcosa che inevitabilmente deve partire dal basso, inutile ancora chiedere e sperare che siano sempre gli altri a scendere in campo, i propri diritti, le giuste attenzioni si rivendicano ancora oggi, perché la storia non è mai messa alle spalle, tra striscioni, bandiere e slogan.

Un messaggio che innanzitutto deve arrivare alle nuove, alle nuovissime generazioni, quelli che saranno, domani, i padri, i mariti, i fidanzati, i datori di lavoro, quegli uomini che diano valore alla parola rispetto concretizzandola in ogni azione, in ogni frase, in ogni giorno vissuto accanto a una donna.

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