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Covid, Regione dice 'No' alle case Aler per i detenuti scarcerati: "Sarebbe ingiusto per chi le aspetta"

L'assessore regionale alle Politiche abitative Bolognini spiega a Milano Today perché il Pirellone è contrario alla richiesta avanzata dal Provveditorato regionale delle carceri

 

"Usare le case popolari per far scontare i domiciliari ai detenuti scarcerati per l'emergenza Covid? La Regione è assolutamente contraria". A dirlo è l'assessore alle Politiche abitative del Pirellone Stefano Bolognini, che in collegamento Skype con Milano Today spiega perché la Giunta guidata da Attilio Fontana ha espresso parere negativo sulla richiesta avanzata dal Provveditorato regionale delle carceri.

Domiciliari nelle case popolari: perché il Pirellone dice 'No'

"Sarebbe alquanto problematico - spiega Bolognini - Anzitutto perché in alcuni contesti le case Aler e in generale gli alloggi popolari vivono già delle realtà non facili, dove è presente la criminalità e gli animi sono già infuocati. Ne è un esempio quanto accaduto la scorsa settimana in via Graf. In secondo luogo, dare un alloggio popolare ai detenuti scarcerati per il Covid sarebbe un torto a chi da tempo è in graduatoria per avere una casa popolare, un aspetto che certo non sottovalutiamo. Questo non significa che la Regione sia sorda di fronte all'emergenza Coronavirus nelle carceri di Milano e speriamo che il Governo faccia di tutto per garantire che detenuti e agenti di Polizia penitenziaria possano restare nelle strutture in piena sicurezza".

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