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Milano, lavoratori degli hotel senza stipendio: "Non paghiamo le bollette per far mangiare i nostri figli"

Presidio davanti alla Prefettura per chiedere la cassa integrazione straordinaria fino a dicembre e l'adeguamento dei compensi previsti dagli ammortizzatori sociali

 

"Ci avevano promesso una cassa integrazione che garantisse almeno l'80% dello stipendio e invece ne riceviamo meno del 50%. Quando la riceviamo, perché alcuni di noi non vedono un soldo da marzo e per dare da mangiare ai figli non pagano affitto e bollette". Sono le dure parole dei lavoratori degli alberghi di Milano, che mercoledì 3 giugno hanno protestato davanti alla Prefettura per chiedere l'adeguamento dei compensi finora ricevuti e l'estensione degli ammortizzatori sociali fino a dicembre.

"Ora che il periodo di cassa integrazione previsto per l'emergenza Covid sta per finire non abbiamo certezze sugli stipendi di luglio e agosto - spiegano facchini, custodi e governanti degli hotel milanesi - È quasi certo che il settore del turismo a Milano sarà in netto calo quest'estate e abbiamo paura che il costo di questa crisi venga scaricato sulle nostre spalle. Molti di noi non hanno del tutto ricevuto la cassa integrazione in questi mesi, e per poter dare da mangiare ai figli e alle proprie mogli si arriva persino a non pagare affitto e bollette di casa. Così di certo non sopravviveremo".

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