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Milano, la nuova vita da designer di Giulia Ligresti: "Io ingiustamente carcerata, ho vinto con l'amore"

La secondogenita dell'imprenditore coinvolto nello scandalo Fonsai presenta la collezione di design "Love" e si racconta per la prima volta dopo la sentenza di assoluzione che l'ha riabilitata in seguito alla condanna a 2 anni di reclusione

 

Inizia con una collezione di design la seconda vita di Giulia Ligresti, secondogenita di Salvatore Ligresti, noto imprenditore ed immobiliarista condannato per lo scandalo Fonsai del 2012 con le accuse di aggiotaggio e falso in bilancio. Uno scandalo, quello della compagnia assicurativa, che coinvolse l'intera famiglia Ligresti e che costò a Giulia una condanna con patteggiamento a 2 anni e 8 mesi di reclusione. Nel mezzo le temporanee scarcerazioni dovute a gravi problemi di salute aggravati dalla permanenza nei penitenziari di Vercelli e San Vittore, seguite dall'assoluzione in Appello nell'estate 2019 e dalla riabilitazione pubblica.

"Questa collezione porta il nome 'Love' perché l'amore è sempre stato presente nella mia vita ed è stato proprio quello che mi ha fatto superare i momenti difficili - racconta Giulia Ligresti - È fatta di materiali solidi come l'ottone e il ferro perché di tutta la mia vicenda giudiziaria resta la forza, quella forza con la quale ho affrontato la condanna. Alla fine però ho vinto io, sono stata assolta da tutto, e ora il mio pensiero non può che andare a tutte le persone che sono ingiustamente carcerate e per le quali la parola fine non potrà arrivare, come invece è arrivata per me". 

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