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Dalla Nigeria a Milano col suo bambino: "Su quel barcone ho visto la morte, oggi sono felice e sogno un futuro"

 

MilanoToday racconta la storia di Olivia, una ragazza nigeriana arrivata a Milano con il suo bambino e che oggi qui sogna un futuro. E' ospite della struttura di accoglienza Faro in città da ottobre 2017 insieme al suo piccolino Abordance. I due sono arrivati qui dopo aver passato qualche mese in un altro centro di accoglienza in via Padova.

I primi giorni Olivia è apparsa molto riservata, sorrideva timidamente agli operatori e si è dimostrata un’abile mamma nei confronti di Abordance. Lui sorrideva e allungava le manine cercando il volto della mamma per qualche bacio e delle altre carezze.

“Mi piace questo posto, siete tutti gentili. Non ho tanti amici qui dentro perché nell’altro centro chi pensavo amico mi ha fatto litigare con altre ragazze e allora preferisco stare per i fatti miei”. Questo atteggiamento si rispecchia nei suoi gesti, cerca contatto con gli operatori raccontando di sé, della sua nostalgia della Nigeria.

I suoi timori e le sue insicurezze riguardano il ruolo di madre, ha paura di non essere sufficientemente brava. Gli operatori cercano di supportarla e rassicurarla in questo. Viene quotidianamente rinforzata nelle sue doti di mamma e viene accompagnata solo saltuariamente ai controlli sanitari del piccolino perché si è dimostrata fin da subito capace di muoversi con i mezzi pubblici.

Il corso di italiano frequentato presso l’IBVA (Istituto Beata Vergine Addolorata) ha dato buoni frutti, Olivia è oggi capace di capire conversazioni italiane con parole semplificate e ritmo lento. “Voglio imparare bene l’italiano e avere un lavoro. Poi forse da grande avrò un marito, ma è importante essere felici. Io e il mio bambino ora qui lo siamo davvero”.

Voce traduzione intervista: Marzia Scuderi (operatrice Faro in Città).

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