James accusa i carabinieri di razzismo ma questo video mette in dubbio il suo racconto

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Un video circolato in rete sembra smentire le accuse di Mike James, playmaker della squadra di basket dell'Olimpia Milano, nei confronti dei carabinieri. L'atleta aveva accusato i militari di averlo fermato per le strade di Milano armi in pugno solo, probabilmente, perché di colore. 

Il filmato in questione in realtà, come lo stesso giocatore chiarisce, sembra essere stato fatto vari minuti dopo la fase più concitata del controllo da parte delle forze dell'ordine.

La vicenda

Fermato in strada a Milano dalle forze dell'ordine (con armi spianate) soltanto perché nero. E' la (grave) accusa che Mike James ha mosso su Twitter, raccontando un episodio accaduto nel pomeriggio del 5 gennaio. L'atleta, statunitense di Portland, ha 28 anni e gioca a Milano dal 2018.

James si trovava nel quartiere City Life, dove risiede. Ecco cosa ha scritto su Twitter: "La polizia ha fermato me e i miei due amici in mezzo a 50 persone che stavano camminando. Sono usciti dalla loro auto con le pistole in mano e mi hanno chiesto il documento d'identità". James racconta di essersi rifiutato di esibirlo finché loro non avessero messo via le armi.

L'asso del basket, che in un primissimo tweet aveva parlato semplicemente di essere stato "vittima di discriminazione razziale", aggiungendo: "Succede anche in Europa", ha poi commentato di non trovare normale "scendere dall'auto e puntare armi alla gente", ritenendo esplicitamente che quanto sia accaduto è motivato dalla sua pelle nera. 

L'intervento dei carabinieri

Si è poi saputo che il controllo era stato effettuato dai carabinieri e non dalla polizia, esattamente dal Cio (Compagnia intervento operativo) di via Lamarmora. Intervento avvenuto alle tre e mezza di pomeriggio in viale Berengario. Ma la versione ufficiale fornita dal comando provinciale dell'Arma è ben diversa. Secondo i carabinieri si è trattato di un normale controllo straordinario del territorio da parte di un reparto, il Cio appunto, che indossa una tenuta simile a quella per le operazioni antisommossa.

I carabinieri del Cio avrebbero dunque chiesto a Mike James e i suoi due amici i documenti; questi inizialmente si sarebbero rifiutati, per poi accettare di esibirli e tutto è finito lì. Il Cio smentisce, come detto, l'esibizione di armi spianate. 

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