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Bruciavano le auto nel parcheggio di Orio, arrestati. Ecco i malviventi in azione

 

Cinque persone - un italiano residente nel Napoletano, un italiano residente a Bergamo, ma anche lui di origini partenopee, e tre cittadini ucraini domiciliati nel Milanese - sono stati raggiunti da un'ordinanza di custodia cautelare con le accuse, a vario titolo, di incendio doloso e detenzione e porto illegale di bombe molotov.

Al vertice della piramide - stando a quanto ricostruito dai carabinieri - c'era L. G., un trentaseienne ex dipendente dell'Azzurro Parking e amministratore di un'altra società che gestisce aree di parcheggio a Seriate e nella stessa Grassobbio. Sarebbe stato proprio lui, infatti, a ordinare gli incendi per spaventare gli imprenditori rivali e fare in modo che rispettassero i prezzi stabiliti e, evidentemente, a lui favorevoli.

I cinque sono ritenuti responsabili dei due incendi avvenuti lo scorso giugno all'Azzurro Park e al Blu Parking di Grassobbio, due parcheggi nei pressi dell'aeroporto di Orio al Serio usati proprio dai viaggiatori in partenza dallo scalo bergamasco. Il primo blitz era avvenuto il 14 giugno "all'Azzurro" e due auto erano andate distrutte nel rogo. Ben più grave, invece, il conto dell'attentato al "Blu": cinquantuno macchine bruciate e importanti danni alla struttura.

Per quattro della banda, tra cui l'imprenditore che era ai domiciliari, si sono aperte le porte del carcere. Per "l'intermediario", invece, è stato disposto l'obbligo di dimora nel suo comune.

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