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Il degrado di piazza d'Armi: baracche, orti e discariche. E si brucia di tutto. Il nostro blitz in esclusiva

 

Dando un primo sguardo dall’alto, il colpo d’occhio è impressionante. Recinzioni alla meno peggio, orti e orticelli, baracche e discariche. Siamo in un angolo di piazza d’Armi, l'enorme spazio verde sul retro della caserma Perrucchetti che ora il Demanio militare ha affidato a Invimit per valorizzarlo.

Tra non molto, forse, sorgerà il nuovo centro d'allenamento dell'Inter, che vuole riunire qui la Pinetina, Interello e la sua sede legale. Lo spettacolo è quotidiano così come le segnalazioni di uno spazio pubblico alla mercé di tutti, segnalazioni cadute nel vuoto.

Entriamo nella strada protetta dal new jersey e riusciamo ad addentrarci nella favela per scoprire che anche Milano ha la sua baraccopoli, e non da oggi ma da decenni. Intanto gli abitanti di via Gabetti e via Domokos respirano i fumi degli incendi e dei roghi quotidiani che salgono dalla baraccopoli, dai loro "vicini di casa", almeno una cinquantina di persone.

Sì perché in tanti qui raccontano di fuoco e fiamme, di odori nauseabondi, di chi scarica di tutto e poi lo brucia. “Io ce l'ho il permesso e brucio solo legna. I vigili mi hanno dato il permesso, sono qui da quarant'anni”, così dice uno di loro accanto a un camioncino da dove ha scaricato materiale di vario genere.

Improbabile che un agente di polizia locale abbia realmente dato un permesso per questa attività, Tiziana Vecchio (assessore del Municipio 7, della Lega) e Diana De Marchi (consigliera comunale del Pd) hanno "preso nota", quantomento della dichiarazione. Vedremo, di sicuro l’attenzione deve rimanere alta per ripristinare la legalità e soprattutto salvaguardare la salute di chi vive in questo quartiere.

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