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Notte di sangue a Milano, gli ultimi attimi di vita di Samsul: ucciso da due rapinatori in strada

 

Ha cercato di fuggire. Appena si è reso conto di essere inseguito ha accelerato il passo. Ma purtroppo è stato tutto inutile: il tragico epilogo è arrivato poco dopo. I carabinieri del comando provinciale di Milano hanno diffuso le immagini delle telecamere di sorveglianza dell'ultima parte della notte di sangue di Abdenachemi Amass e Saad Otmani, i due cittadini marocchini di 28 e 30 anni che tra il 26 e il 27 aprile hanno ferito due uomini a Cinisello Balsamo durante una rapina, accoltellato una studentessa inglese per portarle via il cellulare a Milano, e ucciso poco dopo Samsul Haque, bengalese di 22 anni. E i video riguardano proprio gli ultimi due minuti di vita del ragazzo.

I filmati iniziano alle 2.13: pochi secondi dopo la rapina alla ragazza inglese in via Gaffurio. Samsul assiste al colpo e resosi conto di essere in pericolo anche lui scappa: torna sui suoi passi, poco dopo si vedono le sagome dei due violenti che corrono nella sua stessa direzione, ma sul marciapede opposto. In via Settembrini si accorgono del bengalese e uno di loro indica al complice la figura di Samsul. Poco dopo l'omicidio con un fendente: un colpo di coltello o cacciavite (non è ancora stato accertato che arma abbia causato la ferita letale). Sono le 2.15 e i due si allontanano lungo via Scarlatti, dove passano davanti a un hotel con i cellulari della ragazza e del 22enne.

Chi sono i due fermati

I due violenti sono stati fermati nella mattinata di venerdì 27 aprile mentre pranzavano nel McDonald's di via Vitruvio, a Milano. Nella stessa zona dei loro colpi. Il nucleo investigativo dei carabinieri è arrivato a loro incrociando le testimonianze, i filmati delle telecamere di sorveglianza e il "passaggio" nelle celle telefoniche del cellulare sottratto all'uomo ucciso in via Settembrini, che fin dalla mattinata li "collocava" nella zona della Stazione Centrale. Sono stati individuati alle 10 di mattina e non hanno opposto resistenza.

Le forze dell'ordine sono state avvertite della nottata di follia da due telefonate: una da parte di uno dei due feriti di Cinisello, l'italiano. Che, tra l'altro, è possibile sia stato colpito proprio per avere assistito alla prima aggressione, quella ai danni del peruviano. E la seconda da parte delle studentesse.

Entrambi i fermati sono irrregolari in Italia e hanno numerosi alias. Il più giovane, già arrestato - e poi scarcerato - per tentata rapina ad aprile 2018 a Milano, è entrato nel nostro Paese da Reggio Calabria: l'altro, controllato a Milano il 30 marzo, dall'hot spot di Siracusa. Le fotosegnalazioni risalgono rispettivamente a giugno e settembre del 2017. Ai carabinieri che li hanno arrestati si sono presentati perfettamente lucidi. Non erano sotto l'effetto né di alcol né di droghe.

Gli episodi dei quali sono accusati

I due - stando alle primissime ricostruzioni - sarebbero i responsabili dell'omicidio avvenuto alle 2.30 in via Settembrini, zona stazione Centrale. Lì ha perso la vita Samsul Haque, un cittadino bengalese di ventitré anni, regolare in Italia, con un lavoro come cameriere e senza nessun problema con la giustizia. Il giovane è morto dopo essere stato accoltellato in strada da due uomini, che gli hanno poi portato via il cellulare. 

Soltanto mezz'ora prima, a quattrocento metri da via Settembrini, ad avere la peggio è stata una ragazza di ventuno anni, una giovane inglese studentessa della Cattolica. La vittima - che si trovava in compagnia di una ragazza degli Stati Uniti in via Gaffurio - è stata accoltellata all'addome ed è finita in condizioni non gravi alla clinica Città Studi. Lei stessa, medicata con alcuni punti di sutura, quando si è ripresa ha raccontato ai carabinieri che a colpirla erano stati due uomini, entrambi stranieri, che le avevano rubato l'iPhone ed erano fuggiti. 

Poco prima, alle 23, a cadere sotto i colpi dei malviventi è stato un italiano di trentuno anni, in via Lincon a Cinisello. L'uomo, derubato del portafogli, ha ricevuto tre coltellate - due all'addome e uno al torace - e si è accasciato al suolo privo di sensi subito dopo essere riuscito a dare l'allarme. Il trentunenne, soccorso dal 118, è finito al Niguarda in condizioni critiche per le perforazioni alla milza e al fegato: operato durante la notte, è stato in pericolo di vita per quasi tutta la giornata. Nel tardo pomeriggio i medici si sono poi dichiarati ottimisti.

Ad aprire la serie di sangue è stata una rapina in via Stalingrado, sempre a Cinisello, a pochi metri di distanza dall'altra. I due hanno preso a calci e pugni un uomo peruviano di trentasette anni. Poi lo hanno colpito con una bottiglia di plastica tagliata in due e usata come coltello e sono fuggiti con zaino con documenti e portafogli della vittima. L'uomo è stato portato d'urgenza al Bassini, ma non è in pericolo di vita.

Proprio da lì, stando a quanto finora accertato dagli investigatori, sarebbe iniziata la folle notte dei due rapinatori, che hanno lasciato sull'asfalto un morto e tre feriti - tra cui uno grave - per telefoni e un portafogli. 

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