In giro con cartelli contro donne e gay, ma nessuno li 'vede': "Siamo abituati all'odio?"

Attendere un istante: stiamo caricando il video...
Attendere un istante: stiamo caricando il video...

Sono andati in giro per la città - e hanno fatto lo stesso a Roma e Torino - mettendo in bella mostra cartelli con pesantissime offese contro donne, omosessuali e immigrati. In cambio, come risposta dei cittadini, hanno raccolto soltanto indifferenza o qualche sorriso. 

“Ci siamo ormai abituati all’odio?”, è l’allarme lanciato da Vox - Osservatorio italiano sui diritti che, insieme ad alcuni studenti dell’Università Cattolica di Milano, ha compiuto un esperimento nelle tre città italiane per vedere quanto ormai tutti siano indifferenti alle parole di odio. 

I ragazzi, impegnati nella campagna #Leparolefannomale, sono andati tra la gente con i cartelli “Donne siete tutte troie”, “I froci non sono veri uomini”, “Facce da scimmia fuori dall’Italia” e “Sporchi ebrei tornate nel ghetto”. Parole forti, con una importante carica di violenza, che però non hanno scalfito la coscienza di nessuno. 

“Ci sono passate di fronte circa cento persone al minuto - il commento degli universitari -. L’esperimento ha coinvolto quasi centomila persone, eppure nessuno ha reagito. "Ci siamo ormai abituati alle parole dell'odio?" si domandano da Vox, che sta per lanciare la terza edizione della Mappa dell'Intolleranza sul fenomeno del cyberbullismo

“Dalle parole ai fatti, dai fatti alle parole - la conclusione di Vox, che ha lanciato la terza mappa dell’intolleranza sul fenomeno del cyberbullismo -. Diciamo basta alle parole che odiano”. 

Il video è stato realizzato dal gruppo “Viral tellers”, formato da Michele Bianchi, Sveva Giada Maria Caradonna, Giovanni Mordenti, Ilaria Rossini, Francesco Todeschini, studenti dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano