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Mega rissa ai tempi del coronavirus: bastonate, colpi di catena e coltellate ma indossano la mascherina. Video

 

Mega rissa ai tempi del coronavirus in un parco di Milano. Alcuni ragazzi si sono affrontati a viso aperto: armati di bastoni, catene e un coltello. Alcuni di loro indossavano le mascherine 'anti' Covid-19.

È accaduto intorno alle 15.30 di domenica, nel Parco dei 600, in zona Quarto Oggiaro. Lo denuncia il Comitato di quartiere con un post su Facebook. Il racconto è accompagnato da un lungo video che testimonia l'intera sequenza di violenza. 

Il video della rissa nel Parco 600

Si vedono alcuni ragazzi - apparentemente giovani stranieri - impugnare delle spranghe di legno e azzuffarsi. La questione in sospeso sembra riguardare sopratutto due di loro, uno indossa un giubbotto nero e l'altro un giubbotto rosso. Si affrontano e si picchiano più volte. Durante un momento in particolare, uno è armato di bastone e l'altro di catena. Poi uno di loro sembra impugnare un coltello e pare accoltellare l'avversario, che però resiste. Nel frattempo si accendono altri focolai e altri ragazzi si 'beccano'. 

Le persone dai balconi dei condomini intorno gli urlano di smettere. Loro se ne vanno solo quando sullo sfondo si sente l'arrivo delle auto delle forze dell'ordine, è la polizia. Gli agenti hanno fermato diverse persone. Sono sette cittadini afghani tra i 22 e i 36 anni e un pakistano di 24 anni. All’arrivo degli agenti molti si erano già dileguati lungo via Aldini. I poliziotti ne hanno intercettati alcuni mentre fuggivano in via Barrella. Una volta identificati, gli otto ragazzi non hanno saputo fornire valide motivazioni per la loro presenza in strada: sono stati indagati e denunciati.

La denuncia del Comitato Quarto Oggiaro

"Ore 15.00 dal mio terrazzo vedo nel Parco dei 600 un gruppo di 8 persone. Non hanno mascherine. Si passano delle sigarette, presumo hashish. Credo che parlino arabo. Sono indeciso se chiamare la polizia per il solo fatto che hanno disatteso la domiciliazione. Rinuncio. Alle 15.30 sento urla e strepiti. Ora le persone sono una ventina, molti sono armati di bastone ed uno di loro sembra impugnare un coltello. Alcuni si picchiano. Qualcuno fomenta, qualcun altro cerca di dividere, molti stanno a guardare. In tanti urlano dai balconi di smetterla. Dopo quindici minuti, arriva la polizia. Speriamo che nessuno di loro abbia bisogno di sovraccaricare il già oberato pronto soccorso dell’Ospedale Sacco, altrimenti, almeno in questo caso, “la selezione” dovremmo chiederla noi".

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