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Milano, occupare per necessità: "Non potevo trascinare mia figlia su una panchina"

 

In questa seconda puntata del reportage sulle occupazioni delle case sfitte nel quartiere San Siro, in esclusiva per MilanoToday (qui la prima puntata) parla una donna che da quasi quattro anni risiede abusivamente in uno degli appartamenti gestiti da Aler. Dopo mesi trascorsi in casa di amici e dopo aver speso gli ultimi risparmi in albergo, l'alternativa era una panchina alla stazione Centrale: "Non me la son sentita di trascinare mia figlia per strada, sarei stata una pessima madre. Chi è criminale, io che non metto mia figlia su una panchina o chi non assegna le case?". Le case popolari a Milano sono 66.000 di proprietà di Aler (38.000) e di MM (28.000). In totale si contano circa 4.300 case occupate illegalmente (dati giugno 2017) mentre molte sono vuote, 2.200 solo quelle gestite da Aler. Queste abitazioni, rimaste sfitte per diversi anni, si ritrovano oggi in condizioni precarie per cui non è possibile assegnarle. E così la graduatoria non scorre e si creano, invece, le condizioni ideali per il racket che di fatto ha campo aperto in molti quartieri della città. Molti poi, spinti da una condizione di estremo bisogno, decidono di fare da soli e occupare illegalmente una casa per sfuggire al terrore di un letto sotto un ponte. Una questione di grande attualità che non riesce a trovare una soluzione con un continuo rimpallo di responsabilità e tempi incredibilmente lunghi mentre lo stato di necessità di molte famiglie richiederebbe interventi lampo.

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