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Sequestrati beni per 800 mila euro ad un soggetto detenuto: "sproporzione rispetto ai redditi dichiarati"

 

Beni per un valore totale di circa 800 mila euro sono stati sequestrati a Salvatore Mammino, detenuto per gravi reati che vanno dall'omicidio all'associazione per delinquere finalizzata a furti e rapine fino ad altri reati legati agli stupefacenti.

Ad eseguire il decreto di sequestro emesso dal Tribunale di Milano, su richiesta della locale Questura, è stata la Divisione Anticrimine della Polizia di Stato che nella mattinata di giovedì 1 febbraio ha posto i sigilli su un appartamento in villa sito a Garbagnate Milanese, composto da 9 vani, un’autovettura Mini Cooper, 53 cambiali legate alla cessione di un bar (valore 1200 Euro cad.), e numerosi gioielli.

Mammino e i suoi quattro familiari - la moglie e la figlia maggiore sono state condannate in primo grado per estorsione - non hanno quasi mai lavorato e, secondo quanto accertato dai poliziotti, non hanno mai dichiarato guadagni che potessero giustificare tutti i beni di cui la famiglia è effettivamente in possesso. 

Chi sia "Turi", invece, polizia e carabinieri lo sanno troppo bene. Le loro strade, in cinquantasette anni di vita di Mammino, si sono incrociate più e più volte e quasi sempre hanno portato il bandito in carcere per una "carriera" che di fatto non si è mai interrotta.

Il sequestro dei beni, secondo il Tribunale, è la diretta conseguenza dell'alto valore dei beni posseduti rispetto al basso reddito dichiarato. Beni, dunque, il cui acquisto non può essere giustificato.
 

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