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Maxi blitz con 700 poliziotti e carabinieri nel fortino della droga di via Cavezzali a Milano

 

Alle 6 in punto poliziotti, carabinieri, agenti della polizia locale e vigili del fuoco hanno fatto il loro ingresso in via Cavezzali 11, l'ex residence diventato nel tempo il rifugio di piccoli criminali, spacciatori e disperati. 

Agenti e militari hanno passato al setaccio tutti gli otto piani del condominio e si sono fatti aiutare dai pompieri per aprire le abitazioni chiuse.

Il bilancio finale del blitz - che ha visto impegnati settecento uomini per eseguire gli ordini di liberazione emessi dall'autorità giudiziaria - è "pesante": 202 persone sono state controllate sul posto e 71 - tra cui un ragazzo minorenne - sono state accompagnate in Questura. Tra di loro, 47 sono state messe a disposizione dell'ufficio immigrazione per valutare la loro posizione sul territorio italiano. In 43, invece, sono state denunciate a piede libero e due sono risultate destinatarie di ordinanza di esecuzione per la carcerazione. 

E ancora: 68 appartamenti sono stati perquisiti, 89 - occupati abusivamente - sono stati liberati e due sono stati sequestrati. Sotto sequestro sono finiti anche dieci auto, due moto e tutti gli impianti elettrici nelle case occupate.

Gli appartamenti liberati sono poi stati affidati ai proprietari dei locali, che dovranno ora metterli in sicurezza, mentre il comune ha preso in carico le famiglie che necessitano di una casa.

Il palazzo di via Cavezzali 11 - che nel 2006 era stato anche teatro dell'omicidio di un marocchino, ucciso da una guardia giurata - è da tempo un "buco nero" di Milano, tanto che giovedì mattina il Questore Marcello Cardona ha esultato per il primo recupero "di un pezzo di territorio che era una grande lacrima per la nostra città". 

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