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"No al lager per migranti in via Corelli": a Milano la rete "No CPR" chiede l'intervento del sindaco Sala

Gli attivisti hanno manifestato contro l'apertura del centro di permanenza e rimpatrio per i profughi chiedendo al sindaco di fare pressione per l'abolizione dei decreti sicurezza di Salvini

 

"Stop al lager per migranti, il Comune intervenga e faccia pressione per l'abolizione dei decreti sicurezza di Salvini. È la richiesta degli attivisti della rete "No CPR", che giovedì 13 febbraio hanno protestato contro la prossima apertura del centro di permanenza e rimpatrio per migranti di via Corelli, in zona Lambrate.

"In Italia è già di per sé difficile ottenere lo status di rifugiato, ma con i decreti Salvini la situazione è ulteriormente peggiorata - spiega Igor Zecchini, attivista 'No CPR' - Questo non accade solo per i migranti che arrivano via mare, ma anche per tutti quegli stranieri che nel momento in cui perdono il posto di lavoro si vedono precluso il rinnovo del permesso di soggiorno".

"Sappiamo che la gestione dei CPR dipende dal ministero dell'Interno - continua Zecchini - ma il Comune e il sindaco Beppe Sala possono comunque fare pressione politica per abolire i decreti sicurezza di Salvini e impedire l'apertura di quelli che sono veri e propri lager per migranti. Facciamo notare che ora il ministro dell'Interno non è più il leader della Lega, e che al governo ora c'è il PD".

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