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Vincolo a Piazza d'Armi. Sala: «Irritato». Il ministro: «Ci parleremo»

 

Fa discutere la scelta del Ministero dei Beni Culturali di apporre un vincolo paesaggistico su Piazza d'Armi, non solo l'area verde ma anche gli edifici intorno tra cui gli ex magazzini militari diroccati: è un botta e risposta "a distanza" quello tra il sindaco di Milano Beppe Sala e il ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli sul futuro dell'area in zona Forze Armate, dopo la notizia. Un vincolo che divide: il primo cittadino si definisce «irritato» per la modalità «pazzesca» con cui è stato deciso il provvedimento, soprattutto per gli ex magazzini militari.

Si tratta di edifici ormai in rovina e decadenti: «Vadano a vedere in che condizioni sono», esclama Sala. L'idea del Comune di Milanio, messa nero su bianco nel Pgt, sarebbe stata quella di demolirli per realizzare funzioni non residenziali e preservare l'area verde centrale, sulla cui salvaguardia sono invece tutti d'accordo.

Ma il ministro cerca di smorzare le polemiche. E spiega che i magazzini saranno vincolati ma non "intoccabili", bensì potranno essere risistemati per dar loro una funzione. «Come il MarchiondI», afferma riferendosi all'ex riformatorio di Baggio che però, come esempio di architettura brutalista, è in realtà vincolato in senso monumentale e dunque realmente "intoccabile" allo stato attuale: chiunque lo prenda in mano deve rispettarne, ad oggi, l'intera struttura.

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