Giovedì, 5 Agosto 2021
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Dall’Africa all’Europa: combattere le mutilazioni genitali femminili

Tanzania e Italia si confrontano e dialogano sulle attività di prevenzione e contrasto alle MGF

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MilanoToday

Milano, 10 luglio 2017 – Saranno le voci di Scholastica, Sarah e Ms Rahel a raccontare la battaglia che quotidianamente conducono in Tanzania per prevenire e contrastare le mutilazioni genitali femminili. L’11 luglio alle ore 17.00, presso la Casa delle Donne di Milano, si terrà l’incontro Dall’Africa all’Europa: combattere le mutilazioni genitali femminili, organizzato da ActionAid, Cooperativa Crinali e Progetto Aisha. L’iniziativa si inserisce all’interno del progetto AFTER, avviato a Milano lo scorso novembre. AFTER è finanziato dal Programma Diritti, Uguaglianza e Cittadinanza dell’Unione Europea e ha come obiettivo quello di lavorare sulla prevenzione e sul contrasto alle mutilazioni genitali femminili fra le donne appartenenti alle comunità migranti presenti sul territorio europeo. Attraverso la creazione di partnership e reti fra associazioni locali, il progetto ha realizzato una mappatura dei servizi e delle politiche esistenti sul territorio per contrastare le mutilazioni genitali femminili e implementato sia percorsi di empowerment per donne e ragazze focalizzati in particolare sul diritto all’integrità fisica che attività di sensibilizzazione rivolte agli uomini. Durante l’evento dell’11 luglio, sarà presentato il lavoro realizzato a Milano con le comunità di donne nigeriane, somale ed egiziane e verranno proiettati dei video-documentari girati in Kenya e in Spagna nel 2016 che illustrano le attività di AFTER in Africa e in Europa. L’iniziativa sarà arricchita dal confronto fra Scholastica Haule, Responsabile programma Diritti delle Donne di ActionAid Tanzania, Sarah Mwaga, Responsabile del programma AFNET di ActionAid Tanzania, Ms Rahel Mbalai - ex "Ngariba", donna che un tempo praticava le mutilazioni genitali femminili, ora attivista nella lotta contro la pratica - e le esperte – mediatrici linguistico culturali - che stanno realizzando i percorsi di empowerment con donne e ragazze che vivono in Italia e che provengono dai Paesi dove ancora oggi si praticano le MGF. A Milano, AFTER è realizzato da ActionAid, in collaborazione con la Cooperativa Crinali e il Progetto Aisha. I percorsi di empowerment, cominciati ad aprile 2017, termineranno a fine anno. Sono state coinvolte in questo tipo di attività più di 50 donne nigeriane, somale ed egiziane e una decina di uomini egiziani. Le donne, alcune ospiti di Centri di Accoglienza della città di Milano, si incontrano una volta a settimana per confrontarsi sul diritto alla salute, all’integrità fisica e sulla loro salute riproduttiva. Gli incontri sono facilitati da esperte che attraverso l’uso della metodologia Reflection/Action di ActionAid supportano le donne nel riflettere sul proprio corpo e sul tema delle MGF, al fine di prevenire il perpetrarsi della pratica sulle loro figlie. Secondo un’indagine condotta nell’ambito del progetto Daphne MGF-Prev (coordinamento affidato in Italia all’Università degli Studi di Milano – Bicocca) finalizzata alla stima della reale dimensione del fenomeno delle MGF nel nostro Paese, l’Italia è uno dei Paesi che ospita il maggior numero di donne escisse, in conseguenza di un consistente flusso migratorio femminile proveniente da Paesi ad alta prevalenza di mutilazioni genitali femminili come l’Egitto, la Nigeria, l’Etiopia e il Senegal. L’indagine stima che il numero di donne attualmente presenti in Italia, sottoposte durante l’infanzia a mutilazione, sarebbe compreso tra 60mila e 81mila unità. Il gruppo maggiormente colpito è quello nigeriano che, insieme a quello egiziano, costituisce oltre la metà del collettivo delle donne con mutilazioni genitali. I dati diffusi a novembre dall’Università Bicocca suggeriscono inoltre che, se si considera l’incidenza all’interno delle principali comunità, sono le donne somale ad essere le più colpite (83,5%), seguite da quelle che provengono dalla Nigeria (79,4%) e dal Burkina Faso (71,6%). Secondo alcuni dati ISTAT, infine, in Lombardia vivono 162.500 persone provenienti da 30 Paesi in cui si praticano le MGF. Il 27% vive nel Comune di Milano , dove le comunità più numerose sono quella egiziana (82%), senegalese (6%) ed eritrea (4%). La popolazione femminile rappresenta il 29% del totale e proviene soprattutto da Egitto (79%), Eritrea (7%), Senegal (3), Etiopia (3%) e Nigeria (3%).

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