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Accese proteste e scioperi dei facchini: la coop Lgd licenzia 40 lavoratori

"Siamo stati costretti - scrive la cooperativa -, noi vittime di assedio da settimane"

"Dopo due mesi di assedio la Lgd è stata costretta a licenziare 40 lavoratori". Ad annunciarlo è la stessa coop milanese, nei cui stabilimenti nel corso dell'ultimo mese si sono registrate diverse proteste dei lavoratori, anche con alcuni momenti di tensione.

L'azienda, con piattaforme logistiche a Truccazzano, Vimodrone e Pozzuolo Martesana, in una nota si definisce "vittima di ben 18 blocchi violenti di merci e persone nell’arco di 4 settimane, ad opera di un gruppo di lavoratori". La decisione di lasciare a casa ben 40 operai, scrive la coop, "è arrivata a valle di uno stato di agitazione proclamato su presunte irregolarità, poi cadute alla verifica dei fatti".

Guidati dal sindacato Sì Cobas, nelle scorse settimane decine di addetti alla logistica avevano dato vita ad accese proteste, motivate, secondo quanto avevano dichiarato i rappresentanti dei lavoratori, da ammanchi sullo stipendio e da alcune sospensioni cautelari dal lavoro. Ma l'azienda, già all'epoca, aveva rigettato ogni accusa. 

Le proteste

A settembre per sgomberare gli operai in sciopero era intervenuta anche la polizia di Stato e a Pozzuolo, in particolare, i facchini erano stati spostati di peso dopo aver bloccato gli accessi all'impianto. "La protesta - avevano spiegato Sì Cobas - è stata organizzata nell'ambito di una vertenza contro il gruppo Unes". La Lgd, infatti, lavora come azienda subappaltatrice per Brivio&Viganò Logistics nella gestione di magazzino nei depositi Unes di Truccazzano e Vimodrone.

40 lavoratori licenziati 

"Tali manifestazioni, illecite e spesso violente, pongono Lgd di fronte al concreto rischio di sopravvivenza economica, considerando che la cooperativa occupa altri 1.200 lavoratori, tra dipendenti e soci", continua la società in una nota che spiega le motivazione alla base del licenziamento di 40 dei suoi dipendenti.

“Ancora oggi - continua Giuseppe Ghezzi, presidente di Lgd - non comprendiamo la ragione della violenza delle azioni poste in essere, sfociate anche in una aggressione fisica nei confronti di un dipendente che si recava al lavoro nel sito di Pozzuolo Martesana (...). Questa decisione, seppur difficile, è la conseguenza di azioni irresponsabili, senza alcun fondamento concreto, che non possono non essere sanzionate anche nel rispetto degli altri lavoratori che hanno subito queste continue provocazioni senza far mancare mai il loro impegno”.

A rimanere feriti durante le proteste dello scorso mese erano stati tre manifestanti, tra cui un 47enne, portato in ospedale in verde, che sarebbe stato urtato dal Suv di uno dei manager che cercava di entrare nella ditta. 

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