Venerdì, 22 Ottobre 2021
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Col superbonus vengono alla luce migliaia di abusi, l'assessore di Cinisello: "Sanatoria per prime case"

Le famiglie hanno scoperto di vivere in una casa "abusiva" soltanto quando hanno chiesto gli atti per fare domanda di superbonus 110 per cento. Una situazione che riguarda tutto il Paese

Il superbonus 110 per cento, ormai si sa, non è tutto rose e fiori per i proprietari di casa. Certo, è un bel risparmio a fronte del miglioramento energetico di tutto l'edificio. Ma, a parte i costi che comunque sussistono, a parte il rischio di dover in qualche caso cambiare le finestre e le porte finestre perché, col cappotto, si riduce lo spazio, a parte la stessa riduzione di spazio sui balconi che, a qualcuno, può non far piacere, c'è tutto il tema degli abusi edilizi mai sanati. Abusi che, se sulla totalità dell'edificio, bloccano sul nascere la possibilità di accedere alla misura decisa dal governo per rilanciare l'edilizia e convertire ecologicamente le case.

L'assessore all'urbanistica di Cinisello Balsamo Enrico Zonca ha scoperchiato la questione, dopo che gli uffici comunali si sono ritrovati ad esaminare qualcosa come duemila domande d'accesso agli atti per il bonus e a poterne accogliere appena dieci, almeno per ora. Il problema sta nel fatto che, quando si scoprono abusi edilizi di una certa portata, come quel palazzo che doveva essere alto sedici metri e invece è alto trenta metri, scatta l'articolo 36 del Testo Unico per l'edilizia, che prevede la demolizione o una sanzione pari al doppio degli oneri di costruzione (decine di migliaia di euro).

Una misura che Zonca non esita a definire sproporzionata per i proprietari, che non sono certo grandi speculatori immobiliari ma, al contrario, persone proprietarie della prima casa che magari in perfetta buona fede non si erano mai resi conto dell'abuso. Il problema non sta solo nell'impossibilità di accesso al superbonus ma anche nel fatto che, d'ora in poi, queste persone non potranno più vendere l'appartamento e la pubblica amministrazione, dal momento in cui diventa consapevole dell'abuso edilizio, è obbligata a segnalarlo a chi di competenza.

"Sanatoria per le prime case"

"Si rischia di mandare in rovina migliaia di famiglie", commenta Zonca affermando che si tratta di una stortura del Testo Unico per l'edilizia da modificare al più presto. "Cerchiamo di considerare la città consolidata, cioè ciò che esiste oggi. E troviamo una formula di sanatoria almeno per le prime case. Non siamo amici degli speculatori, ma a Cinisello sono nel panico decine di famiglie che, solo ora, hanno scoperto che la loro casa è stata costruita in abuso magari cinquant'anni fa". Un'iniziativa che riguarda tutta Italia e che può essere risolta solo a livello parlamentare.

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