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Venerdì, 12 Aprile 2024
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Caritas: "Il problema è come formalizzare accoglienza dei profughi ucraini"

La questione più delicata è la modalità con cui ufficializzare le diverse modalità

Affrontare una formalizzazione delle diverse modalità attraverso le quali i profughi ucraini sono stati accolti. A mettere in luce questa necessità il direttore della Caritas Ambrosiana, Luciano Gualzetti.

"Come Caritas Ambrosiana abbiamo accolto più di 450 persone, la gran parte nelle parrocchie perché siamo partiti da lì a dare le disponibilità - ha detto il direttore a margine di un incontro nell'ambito di Direzione Nord, alla Fondazione Stelline -. Il 20% di questi, circa 80, sono dentro alle convenzioni prefettizie, le altre sono a totale carico delle parrocchie e della Caritas. Abbiamo altre 50 parrocchie che hanno dato disponibilità e 300 appartamenti disponibili che dobbiamo verificare e non sappiamo se inserirli nelle convenzioni prefettizie e se iniziare a fare l'inserimento dei profughi. E poi ci sono 3.000 famiglie ad aver dato disponibilità ad accogliere a casa propria".

"La questione più delicata - ha voluto sottolineare Gualzetti - è la forma con cui formalizzare queste accoglienze, perché un conto è inserirli nei Cas, un conto è inserirle in accordi transitori con la Prefettura, un conto è inserirli nell'ordinanza che la protezione civile sta studiando insieme al terzo settore italiano. Tutte forme diverse, chiaramente la Chiesa e le parrocchie mettono a disposizione un modello di ospitalità diffusa e non sono assolutamente inseribili nei vecchi Cas". 

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