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Alessandro Gemme

Opinioni

Alessandro Gemme

Giornalista MilanoToday

L'acqua in brick del comune di Milano è come la corazzata Potëmkin

Sembra assurdo (e probabilmente lo è) ma a Milano si imbottiglia l'acqua del rubinetto. A raccontarlo sembra una barzelletta ma a renderlo noto è stato proprio Palazzo Marino attraverso un comunicato dai toni trionfalistici: "L’acqua di Milano, sana, buona e controllata, da oggi diventa anche ‘à porter’, comoda e sostenibile, da consumare ovunque", si legge nell'attacco del comunicato.

La storia è questa. Mm, azienda del Comune di Milano, ha realizzato un impianto in cui imbottiglia l'acqua dell'acquedotto in brick di cartone. Confezioni che possono essere utilizzate dalla protezione civile in caso di necessità. Un esempio pratico? Interruzioni localizzate dell'acquedotto. Una decisione discutibile, c'è da dire, ma fin qui nessuna assurdità.

La cosa assurda è che l'acqua in brick - imbottigliata per sensibilizzare i privati cittadini "al consumo dell'acqua potabile del rubinetto", precisa la nota di Palazzo Marino - verrà distribuita a Milano Ristorazione (quindi finirà nelle mense) e "se richiesto, potrà essere distribuita nel corso di eventi particolari sul territorio milanese come le ‘week’, i concerti, le manifestazioni culturali e sportive nonché essere utilizzata per i bisogni interni degli uffici del Comune di Milano e delle sue controllate". E questo è un vero e proprio controsenso. Perché imbottigliare acqua che sgorga da qualsiasi rubinetto?

Ma il bello arriva con la dichiarazione dell'assessora all'ambiente e verde Elena Grandi: "Utilizzare acqua nei brick di cartone piuttosto che nelle bottigliette di plastica è un gesto importante e oggi più che mai necessario: si utilizza l’acqua dell’acquedotto, e perciò a ‘chilometro zero’, e al contempo si riduce il consumo di plastica monouso e quindi la produzione di rifiuti plastici legati agli imballaggi e della Co2 prodotta dal trasporto".

La dichiarazione fa acqua da tutte le parti (il brutto gioco di parole è voluto): per imbottigliarla si spreca energia, per stoccare i brick (quelli destinati a Milano Ristorazione o agli uffici comunali) si spreca spazio. Non solo: per trasportare i cartoni da una parte all'altra di Milano senza un reale bisogno - quindi non l'utilizzo che ne fa la protezione civile - si spreca carburante e si emette Co2. Infine i brick non sono sostenibili come si vuol far credere dato che per smaltirli bisogna dividerli nei loro singoli elementi: plastica, alluminio e carta. Sembra difficile da credere ma riciclare la plastica delle bottigliette (il Pet) è molto più semplice.

Cara assessora sa come si incentivano i cittadini a bere l'acqua del sindaco? Regalando brocche e borracce, spiegando che l'acqua di Milano è buona. Ma si sa, le idee semplici a volte possono sembrare banali.

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