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Martedì, 23 Aprile 2024
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"Sistema affidi in Lombardia non funziona, trovare un nuovo sistema"

È quanto emerge dal convegno al Pirellone

Cambiare la gestione del sistema di affidi in Lombardia. È quanto emerso dal convegno 'Favorire il protagonismo delle famiglie nell’affido. Reti di famiglie affidatarie sostenute da equipe multidisciplinare', che si è svolto il 1° giugno al Pirellone ed è stato promosso dal Consiglio regionale insieme a Terre des hommes, Sostenibile e Comin.

L'incontro è nato dalla decisione della Regione di definire, insieme alle associazioni, un nuovo modello di gestione dell’affido che tenga conto delle difficoltà e delle implicazioni che questa decisione comporta nella vita di una famiglia. “Le famiglie che scelgono di prendere un bambino in affido fanno un dono -  ha sottolineato Dario Violi, consigliere segretario dell’ufficio di presidenza -. Al bambino che accolgono, naturalmente, e alla società. Le istituzioni devono riconoscere questo ruolo ed essere al loro fianco nei momenti di difficoltà. La gestione di un bambino affidatario non è una cosa semplice e non finisce nel momento dell’affido. È un percorso complesso che dura nel tempo. Per questo abbiamo pensato a un ‘modello’ di affido che preveda un approccio multidisciplinare e una rete di famiglie che possa confrontarsi sulle diverse esperienze e supportarsi a vicenda”.

Durante il convegno si è parlato sia del ruolo dei genitori affidatari sia degli interventi necessari per i minori che si trovano da famiglie affidatarie. A parlarne sono stati Elisa Nicotra (Sostenibile), Federica Giannotta (Terre Des Hommes) e Claudio Figini (Comin Cooperativa Sociale). I lavori sono stati aperti dai saluti dell’assessore alla famiglia, solidarietà sociale, disabilità e pari opportunità Alessandra Locatelli. L’iniziativa di mercoledì 1° giugno è un’azione del progetto 'Promozione intervento multilivello protezione infanzia', selezionato da 'Con i Bambini' nell’ambito del 'Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile', che affronta l’emergenza del maltrattamento dei minori: secondo l’Oms in Europa il 22% dei bambini è vittima di violenza fisica, il 29,1% di violenza psicologica e l’1,3% di neglect, cioè l'incapacità di soddisfare i propri bisogni emotivi (dati tratti da Action plan to prevent child maltreatment 2015-2020).

A fronte di questi dati gli interventi a protezione dell’infanzia si concentrano su uno dei fattori principali che costituiscono la premessa di ogni forma di maltrattamento: la fragilità familiare. La strategia è intervenire in tutti gli ambiti in cui possono attivarsi risorse e servizi utili a sostenere genitori e minori presenti in nuclei vulnerabili a rischio isolamento. Le attività riguardano prevalentemente il supporto ai minori e ai genitori, ma anche la promozione dell’affido e la formazione per gli operatori. Tra le iniziative previste dal progetto c’è la predisposizione delle linee guida di ordine programmatico, amministrativo e aziendale per la formazione di 'Centri Ospedalieri per la diagnosi del bambino maltrattato'. 

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