Domenica, 19 Settembre 2021
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Affitti troppo cari a Milano: ecco la soluzione del comune per chi non trova casa in città

Il comune lancia il "progetto operativo annuale per Milano abitare". Ecco cos'è

Il comune scende in campo per aiutare le persone - giovani, anziani e uomini e donne in difficoltà economiche - che non riescono a permettersi una casa in affitto a Milano, dove i prezzi continuano a crescere. 

Sabato, infatti, la giunta ha approvato il nuovo "Progetto operativo annuale per Milano Abitare", l’agenzia sociale per la locazione in convenzione con palazzo Marino, che offre affitti a prezzi calmierati. 

"Nell’ambito della strategia di sostegno alla locazione a canoni accessibili, uno dei principali volani di dinamismo e attrattività soprattutto per gli under 35, il Comune - ha spiegato palazzo Marino in una nota - ha deciso di attivare alcune nuove misure per andare incontro alle esigenze delle fasce di cittadini più esposte".

L'idea prende le mosse da una considerazione: "Milano è una delle città di maggior richiamo a livello europeo, un ruolo che fa aumentare la richiesta di locazione, soprattutto temporanea, che spesso si traduce in canoni elevati, quindi per molti inaccessibili - ha ammesso palazzo Marino -- Resta infatti la necessità di dare risposte a quei cittadini che faticano a trovare una soluzione abitativa adeguata: giovani, nuclei in difficoltà a causa della riduzione del reddito, che stentano a mantenere l’abitazione in affitto e sono a rischio di sfratto, proprietari che hanno perso la casa per pignoramento e conseguente messa all’asta. Una platea di potenziali affittuari che necessitano di un’offerta più differenziata e a canoni più bassi". 

L'agenzia per gli affitti economici a Milano 

E quindi ecco la soluzione, con la creazione della nuova agenzia. "L'Agenzia - ha chiarito il comune in una nota - si occupa in particolare di promuovere ed agevolare la sottoscrizione di contratti a canone concordato, ovvero più basso rispetto ai valori di mercato di circa il 40%". Si tratta di "una tipologia contrattuale che, grazie anche all'attenzione costante dell'Amministrazione, alla collaborazione con importanti gestori immobiliari, sta iniziando a prendere piede in città".

"Il Piano operativo, l'ultimo prima della chiusura della convenzione che scadrà nel marzo 2020, prevede come sempre l'utilizzo di fondi per agevolare la sottoscrizione di affitti a canone concordato - ha sottolineato l'amministrazione -. Quest’anno a copertura delle attività è previsto l’utilizzo di oltre tre milioni di euro, con l’aggiunta di alcune importanti novità. Innanzitutto, infatti, introduce una misura dedicata agli inquilini pensionati per i quali il canone d'affitto dovesse incidere per oltre il 20% sul reddito: il contributo - 1.500 euro o 2.500 se il canone è concordato - verrà erogato al proprietario dell'appartamento in cui abitano a scomputo dei canoni di locazione futuri, a fronte dell'impegno a non aumentarlo per un anno o a rinnovarlo alle stesse condizioni se in scadenza".

Vantaggi anche per i proprietari

"Il fondo cui attingere avrà una capienza di circa 700mila euro, e varrà anche per i proprietari di casa ai quali, a seguito di una caduta di reddito che impedisce il pagamento delle rate del mutuo contratto, questa viene pignorata: in questo caso il sostegno potrà arrivare fino a cinquemila euro, sempre a copertura dei canoni di locazione futuri - ha continuato il comune -. Sarà anche attivata, in via sperimentale, una misura destinata ai giovani lavoratori, tra 20 e 35 anni, in difficoltà economica, sempre per favorire la stipula di contratti a canone concordato, per agevolarne l'autonomia economica e, insieme, sociale".

Altra novità: l'amministrazione "si farà carico dei costi di asseverazione bilaterale dei futuri contratti a canone concordato, introdotta dalla nuova convenzione nazionale sugli accordi territoriali. La stipula dei contratti a canone concordato - ha garantito il comune - resta conveniente per i proprietari, oltre che per gli inquilini, anche grazie ad altre misure previste. L’Imu viene dimezzata, si accede ad un contributo una tantum che varia da 1.200 a duemila euro, si garantiscono quattromila euro per eventuali lavori di ristrutturazione e messa a norma dell'appartamento, mentre il fondo salvasfratti continuerà a garantire contributi ai proprietari se, in caso di morosità da parte dell'inquilino comprovata come incolpevole, accettano di differire lo sfratto di almeno sei mesi (contributo di quattromila euro), o se passa al canone concordato con una durata del contratto di almeno 18 mesi, fino a 12mila euro".

"Sappiamo che il percorso è ancora in salita – chiosa l’assessore alla Casa e ai Lavori pubblici Gabriele Rabaiotti - ma siamo riusciti ad aprire un fronte, quello dell'affitto più accessibile, che a partire dagli anni Ottanta nessuno ha più curato. La città che riduce le case in affitto e che non riesce ad articolare la sua offerta è destinata a chiudersi, a non essere più attrattiva, a perdere occasioni di crescita e di innovazione, a svuotarsi. Dobbiamo certamente insistere, ma stanno tornando i giovani in città, si stanno muovendo le Università e stanno aumentando le soluzioni per l'abitare temporaneo. Potenziare le attività dell'Agenzia Milano Abitare significa essere consapevoli che abbiamo ancora da lavorare, ma anche che quanto fatto sino ad ora è stato un contributo utile per Milano".
 

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