Al Bano rivela: "A Milano mi proposero di fare il corriere della droga"

Il cantante parla del periodo in cui viveva a Milano e lavorava presso un ristorante

Repertorio

"Il mio 2020 è iniziato alla grande" così Al Bano, ai microfoni dei Lunatici su Rai Radio2, parla del periodo di serenità che sta attraversando, nonostante il dolore per la perdita di sua madre a dicembre. "So già quello che farò fino al 29 dicembre, tra musica e televisione - ha spiegato -. Mi sento una energia incredibile. Grazie a Dio".

E tra i progetti più imminenti c'è la partecipazione al Festival di Sanremo, come ospite insieme a Romina. "Il più bello per me - ha raccontato il Leone di Cellino - fu quello della prima volta. Il 1966, Sanremo giovani. C'era anche Lucio Dalla, che vinse. Poi la seconda volta fu nel 1968. Io cantavo 'La siepe'. Ritrovarmi big mi fece un effetto pazzesco. Quel festival me lo porterò per sempre addosso".

A Milano mi proposero di fare il 'mulo'

E sempre sul passato, svela un retroscena finora tenuto segreto: "Nel 1961 a Milano qualcuno mi propose si fare il corriere della droga. Lavoravo in un ristorante, vicinissimo al Duomo. Qualcuno mi vide solo e sperduto e provò a incastrarmi. Mi chiesero quanto guadagnassi al mese, mi dissero che avrei potuto guadagnare molto di più consegnando delle buste ad alcune persone. Io risposi di no, dissi che stavo bene così come stavo. Pensavano di poter comprare tutto con i soldi".

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"Questo era il significato di quella proposta. Ma grazie a Dio - ha proseguito - mio padre mi aveva vaccinato bene contro certi pericoli. E' la proposta più assurda che mi sia mai stata fatta. Anche in Spagna, una volta, alle Canarie, un ragazzo mi offrì della marijuana. Ma io detesto la droga. Preferisco ubriacarmi di albe, tramonti. Quella per me è la vera droga. Gli elementi di vita che regalano vita. E mi dispiace vedere tanta gente che si abbandona facilmente alle emozioni di un paradiso che paradiso non è". 

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